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Finalese | 13 maggio 2026, 17:30

Violenza di genere e professioni del futuro, a Finale un fine settimana tra impegno sociale e dialogo con gli adolescenti

A farsi promotrice delle iniziative, in un caso con lo Zonta Club, l’associazione “A Cielo Aperto”, che lancia gli “AperiLink”

Sono state due le importanti iniziative che lo scorso fine settimana (quello dell’8 e 9 maggio, ndr) hanno arricchito col loro carico di professionalità il bagaglio della rete sociale dei Comuni dell’ambito territoriale Finalese, organizzati entrambi dall’associazione di promozione sociale “A Cielo Aperto”.

Due appuntamenti gratuiti, aperti alla cittadinanza e differenti tra loro, ma accomunati dallo stesso obiettivo: diffondere quello spirito di servizio che l’associazione di promozione sociale promuove da ventitré anni a livello provinciale. Ne abbiamo parlato con Ramon Fresta, presidente dell’associazione, e con Cinzia Aicardi, coordinatrice operativa.

Come ricorda Fresta, “in collaborazione con lo Zonta Club di Finale è stato invitato Stefano Becucci, docente all’Università di Firenze, che ha trattato il tema della violenza di genere in relazione alle donne straniere, illustrando il resoconto di una ricerca sociologica effettuata in tre città italiane. È stato importante apprendere che le donne straniere, sfatando ipotesi spesso date per certezze, non soltanto denunciano le violenze subite al pari delle italiane, ma nei loro racconti non nascondono nulla delle dinamiche che riguardano i maschi maltrattanti, per esempio se coinvolti in abusi di alcol e droga. Ciò che influisce nella propensione alla denuncia è piuttosto la variabile legata al grado di istruzione e al livello occupazionale: nessun atteggiamento giustificatorio nei confronti di partner ed ex in nome di presunte appartenenze etnico-culturali. Piuttosto emerge la necessità di intraprendere un percorso di allontanamento da quella condizione, con o senza figli, a patto che i servizi rivolti alla presa in carico offrano concretamente questa possibilità”.

Alla domanda su come l’associazione si rapporti rispetto all’offerta di presa in carico nella provincia savonese, interviene Cinzia Aicardi, psicoterapeuta e coordinatrice dell’associazione: “Prima di tutto nel rispetto di chi è deputato, poiché titolato, a svolgere questi compiti. La legge riconosce ad alcune realtà sociali l’incarico dell’ascolto agli sportelli, dei colloqui che mirano a un eventuale inserimento nelle case rifugio, fino a coloro che si occupano di chi questi reati li compie: i cosiddetti ‘sex offenders’. Si lavora dunque dentro e fuori contesti che non riguardano solo il Terzo Settore, ma anche gli istituti penali. Per questo l’approfondimento di venerdì è stato costruito come un momento seminariale, anche se in realtà si trattava della presentazione di un libro, che si è deciso di organizzare in collaborazione con il CAV - Centro Antiviolenza Artemisia Gentileschi e il C.IPM Liguria Ponente. Dal canto nostro, A Cielo Aperto, come stipulato nel patto di sussidiarietà con l’ambito territoriale finalese, rinnova il proprio impegno per l’accoglienza-emergenza nelle prime 96 ore dopo l’emersione del fatto, offrendo a donne e figli che necessitano temporaneamente di una collocazione notturna una sistemazione in attesa di proposte abitative protette o dedicate”.

Diverso invece il tema della serata dedicata all’aperitivo con gli esperti dei settori professionali, rinominati “AperiLink”, nel solco del progetto Link rivolto proprio agli adolescenti. “L’iniziativa – spiegano dall’associazione – è nata da una richiesta degli adolescenti della riviera. Da lì è nata l’idea di una serie di incontri dedicati ai ragazzi infra diciottenni: un appuntamento al mese nel quale dedicare uno spazio di ascolto alle professioni di maggiore interesse. Le prime due hanno riguardato la criminologia e il ruolo del criminologo, mentre altri ragazzi hanno chiesto di approfondire cosa sia e come si sviluppi la crittografia. Ed eccoli serviti: abbiamo chiamato due esperti liguri. Lo si è fatto contrariamente a quello spirito eccessivamente esterofilo che tende a invitare ospiti che, al minimo, devono arrivare almeno da Milano o Roma, come se ciò servisse ad accreditare l’iniziativa. Al contrario, proprio perché abbiamo fior fiore di specialisti valorizzati in ambito nazionale e nelle reti di ricerca europee, abbiamo chiesto a Stefano Padovano di spiegare ai ragazzi che vorranno scegliere il loro percorso universitario la criminologia e il ruolo di chi la esercita nei diversi ambiti professionali, non solo universitari”.

L’incontro di sabato 13 giugno sarà invece tenuto dall’albenganese Lorenzo Romano, dottorando di ricerca all’Università di Torino, che vanta già periodi di studio all’estero e che illustrerà i segreti di una professione di cui si sentirà sempre più parlare: quella del crittografo. La serata si concluderà alle 21, ma sarà preceduta da un aperitivo analcolico servito all’interno del centro sociale dell’associazione, a Finalborgo.

Redazione

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