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Cronaca | 16 luglio 2020, 11:31

Processo Bonello, il Pm nella sua requisitoria: "Nessuno l'ha uccisa"

In Tribunale il Pubblico Ministero ha confermato così la tesi sostenuta in questi anni: si tratterebbe di un suicidio. Chiesti 10 anni e 9 mesi per Alberto Bonvicini, 2 anni per Mauro Acquarone e 10 mesi di reclusione per Roberto Debenedetti

Processo Bonello, il Pm nella sua requisitoria: "Nessuno l'ha uccisa"

"Nessuno ha dolosamente ucciso la povera Luisa Bonello".

Queste le parole in Tribunale a Savona del Pubblico Ministero Giovanni Battista Ferro che ha esposto la sua accurata e articolata requisitoria durata circa 3 ore e mezza, in merito al processo legato alla morte della dottoressa avvenuto il 19 settembre del 2014 nella sua abitazione di via Genova a Savona.

Si sarebbe trattato quindi di un suicidio secondo l'accusa.

Ad essere iscritti nel registro degli indagati e rinviati a giudizio per omicidio colposo sono l'ispettore di polizia Alberto Bonvicini, dirigente della polizia postale di Savona, (coinvolto anche in un’inchiesta “bis” nel quale è stato rinviato a giudizio per circonvenzione d’incapace, truffa ed, in concorso con il suo medico curante, Roberto Debenedetti, per falso) e l'ex marito e medico Mauro Acquarone, aveva patteggiato invece la dottoressa Noemi Donati, per non aver impedito alla donna il suicidio pur sapendo che soffriva di depressione e manteneva in casa alcune armi.

Dopo le visioni contrastanti dei periti nominati dal giudice Matteo Pistone, il medico legale Roberto Testi e del perito balistico Stefano Conti, i quali avevano sostenuto la tesi del suicidio e i periti della difesa che invece si erano concentrati sull'omicidio, oltre alle prove dei periti balistici, le intercettazioni e le testimonianze (ha testimoniato anche l'ex vescovo Vittorio Lupi), il pm ieri ha spazzato ogni dubbio su qualsiasi altra tesi che non riguardi il fatto che la donna si sia tolta la vita.

Sul corpo di Luisa Bonello, come spiegato dal pubblico ministero, sono state effettuate le analisi del sangue ed è emerso che erano presenti antidepressivi con una concentrazione molto al di sopra della dose terapeutica, benzodiazepina e un tasso alcolemico intorno allo 0.96. Al centro della requisitoria oltre agli sms, le lettere e il diario, centrale sarebbe la ricerca della dottoressa nel suo computer delle parole chiave "suicidio", "come suicidarsi velocemente" e "come suicidarsi senza soffrire".

Secondo le indagini della Procura e delle forze dell'ordine sarebbero stati trovati degli assegni, dagli importi veramente consistenti (anche superiori a 20mila euro) diretti a Bonvicini che molto spesso effettuava richieste sempre indirette di soldi.

"Sostengo che sia indubitabile che il suicidio Bonello fosse prevedibile, lei si era tolta la vita con quella pistola e se Bonvicini avesse fatto il suo dovere non si sarebbe verificato quell'evento" ha proseguito il pm Ferro.

Il Pm nelle sue conclusioni ha chiesto 10 anni e 9 mesi per Alberto Bonvicini, 2 anni per Mauro Acquarone e 10 mesi di reclusione per Roberto Debenedetti.

Gli avvocati difensori dei tre imputati nelle loro repliche hanno contestato le parole del pubblico Ministero.

Luciano Parodi

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