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Solidarietà | 18 ottobre 2020, 10:15

La storia di Walterino, il bambino disabile di Albenga che sogna di poter nuotare in piscina

I familiari si sono rivolti a Max Biovi e al suo Facebook-blog: "I dis-abilitati, per un mondo senza barriere e libera circolazione"

La storia di Walterino, il bambino disabile di Albenga che sogna di poter nuotare in piscina

Sembra proprio che non ci sia pace per il piccolo “Walterino”. Questa vicenda ha inizio ad Albenga esattamente un mese fa da oggi, il 17 di settembre. Walterino, come lo chiamano gli amici, è un bambino di dieci anni che presenta una disabilità con problemi di deambulazione. Nonostante i genitori non siano certo benestanti (fanno entrambi lavori saltuari, a chiamata, e questo li porta a dover affrontare periodi economicamente anche molto difficili), hanno scalato letteralmente le montagne per capire che cosa affligge il figlio da quando aveva due anni. Nonostante le visite specialistiche in diversi ospedali italiani, non si riesce a venire a capo di questa strana patologia.

Walterino non riesce a camminare, ma riconquista un senso di libertà, di benessere e di gioia quando può nuotare. Questa attività fisica, inoltre, ha un positivo effetto terapeutico su di lui.

Ma i genitori non potrebbero permettersi economicamente un’attività regolare in piscina. Così, superato l’imbarazzo iniziale, si sono rivolti a Massimo “Max” Biovi, un vero e proprio paladino dei diritti dei disabili in tutta la provincia, attraverso la sua pagina-blog su Facebook “I dis-abilitati, per un mondo senza barriere e libera circolazione”.

Ci racconta la vicenda Max Biovi: “Nutro grande affetto per i genitori di Walterino, sono gente discreta, riservata, so che provano imbarazzo a chiedere aiuto. Ma se lo meritano, perché la vita non è mai stata tenera nei loro confronti. Così mi sono attivato presso il Comune di Albenga e devo fin da subito esprimere gratitudine e stima nei confronti dell’assessore alle politiche sociali, Simona Vespo, che si è sempre mostra gentile e disponibile, nonostante le molteplici richieste, e così come lei tutti gli uffici comunali preposti”.

Ma la vicenda, dopo un mese, non ha ancora trovato positiva conclusione, come ci spiega ancora Max Biovi: “No, i problemi non sono legati al Comune. Eppure sembra che con la piscina comunale non si riesca a instaurare un dialogo. Il 17 settembre l’assessore Vespo mi ha consegnato un atto formale scritto nel quale si diceva che il bambino aveva diritto a usufruire per ragioni di salute dei servizi della piscina. Eppure il giorno dopo Walter e sua mamma sono stati rispediti a casa dagli operatori della piscina, secondo i quali il foglio non era valido e, anzi, sono stati anche accusati in qualche modo di approfittarsene. Ho comunicato i fatti all’assessore Vespo, che si è mostrata delusa e amareggiata per il fatto che il foglio da lei firmato fosse stato disatteso. Ne ha prodotto un altro, ma di nuovo la piscina ha spedito a casa il bambino, dicendo che nell’atto mancava il nome di un adulto responsabile. Il foglio è stato compilato da entrambi i genitori, che sono stati accreditati come tutori del figlio nelle attività motorie in piscina. E allora finalmente la piscina ha dichiarato che Walterino era autorizzato a utilizzare l’impianto sportivo… Sì, ma solo al mattino, quando il bambino frequenta regolarmente la scuola. O in alternativa nel fine settimana”.

Sbotta Max Biovi: “A questo punto io mi domando: perché lo stanno osteggiando in tutti i modi? A qualcuno disturba la presenza di un bambino disabile nella piscina comunale?”

Biovi non si dà pace: “Prendetevela con me, ho le spalle grosse, ne ho passate tante nella vita e non ho paura di nulla e di nessuno. Ma non posso accettare che ci si prenda gioco di un bambino, per di più disabile, per il quale quelle poche ore in piscina sono motivo di gioia e di speranza”.

A. Sg.

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