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Attualità | 21 ottobre 2020, 10:14

Azione di responsabilità e risarcimento, Ata nel mirino dei soci e del comune di Savona. Montaldo: "Vogliamo verificare che i soldi pubblici siano spesi coerentemente"

Palazzo Sisto e i soci porteranno quindi in Tribunale i precedenti vertici per capire oltre alle eventuali responsabilità anche la possibilità di ricevere un risarcimento di tipo economico che dovrà essere quantificato da un consulente tecnico

Azione di responsabilità e risarcimento, Ata nel mirino dei soci e del comune di Savona. Montaldo: "Vogliamo verificare che i soldi pubblici siano spesi coerentemente"

Il passato cda di Ata nuovamente nel mirino del comune di Savona. Nell’assemblea dei soci è stato deciso, dopo un approfondimento di uno studio legale di Milano successivo alle relazioni dello studio Briata e Strada, di dar vita ad un’azione di responsabilità contro la passata gestione della municipalizzata del comune di Savona.

Palazzo Sisto e i soci porteranno quindi in Tribunale i precedenti vertici per capire oltre alle eventuali responsabilità anche la possibilità di ricevere un risarcimento di tipo economico che dovrà essere quantificato da un consulente tecnico.

Secondo le relazioni e le osservazioni dello studio legale già nel bilancio del 2014 si conosceva la difficile situazione dell’azienda e quindi i passati gestori avrebbero dovuto dichiarare il fallimento o dar vita ad una ricapitalizzazione.

A puntare il dito con una dettagliata arringa nell’assemblea dei soci l’assessore alle società partecipate e al bilancio Silvano Montaldo: “Abbiamo avuto conferma alla luce dell’ultimo parere che ci sono i presupposti per un’azione di responsabilità. Non si tratta di una novità ma abbiamo avuto una ulteriore precisazione di quello che era già stato deciso - spiega Montaldo - L’azione non è tra le più simpatiche, bisogna avere la massima cautela, perché si va a toccare gli interessi delle persone, dobbiamo vedere se ci sono presupposti e capire. Non si tratta di una decisione di natura politica, ma è stata presa con diversi pareri legali che dicono la stessa cosa”.

“Se fosse un’azienda privata uno può decidere di fare quello che vuole, ma in una società pubblica il capitale è di tutti, bisogna quindi fare chiarezza. Vogliamo verificare che il denaro pubblico sia stato speso in una maniera coerente - ha continuato l’assessore al bilancio - rimettiamo quindi giudizio ad un giudice terzo per capire se ci sono i presupposti. Il percorso è lungo, i legali faranno le loro motivazioni”.

Proseguono intanto le indagini della Procura per quanto riguarda invece l’azione penale riguardante le accuse di falso in bilancio nei confronti degli ultimi due cda.

Luciano Parodi

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