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Attualità | 12 gennaio 2021, 07:35

Spotorno, verso la conclusione il progetto pilota di recupero delle aree boschive incendiate

Il rogo del 2006 aveva devastato le alture spotornesi che ora, grazie agli studi di Fondazione CIMA, sono pronte a tornare a colorarsi di verde con oltre 500 alberi ripiantumati

Immagini tratte dal profilo Facebook del sindaco Mattia Fiorini

Immagini tratte dal profilo Facebook del sindaco Mattia Fiorini

Sono pronte a tornare a splendere di verde le colline alle spalle di Spotorno, devastate nel 2006 da un incendio che aveva colpito i boschi dell'entroterra arrivando a minacciare perfino l'autostrada.

Sta per volgere al termine infatti il progetto pilota che Fondazione CIMA ha realizzato in collaborazione con il Comune di Spotorno e Regione Liguria per il recupero di aree la cui vegetazione è stata distrutta dalle fiamme. 

Un programma che ha permesso ai ricercatori della fondazione con sede presso il campus universitario di Savona lo studio "dei risultati e degli effetti dei diversi interventi di ripiantumazione (con e senza irrigazione di emergenza) di ingegneria naturalistica e di pulizia delle aree percorse da incendio" come spiega dai suoi canali social il primo cittadino spotornese Mattia Fiorini.

"Oltre agli interventi oggetto di studio - aggiunge il sindaco - saranno anche installate quattro stazioni sperimentali per la misura dell’umidità e della temperatura del suolo nelle aree riforestate, e una stazione meteo in modo da poter studiare gli impatti diretti e inversi tra il nuovo bosco che si sviluppa, il suolo e le condizioni meteorologiche e viceversa".

Lungo il sentiero che collega la strada Tosse-Vado alla strada di crinale del Monte Colombino è stato realizzato appositamente un sentiero con imbocco in località Moggie, il quale rimarrà aperto a scopo turistico e didattico. Lì sono in corso di realizzazione vari interventi di risistemazione forestale con ingegneria naturalistica, diradamento selettivo ed avviamento a fustaia delle piante presenti. "A regime saranno ripiantate oltre 500 piante di latifoglie (roverelle, lecci, frassini, carpini con prevalenza di lecci) delle quali molte sono state già piantate" prosegue Fiorini.

Da questo intervento non si avranno solo vantaggi di carattere ambientale, paesaggistico e scientifico: "Da un disastro come quell’incendio devastante possono nascere delle esperienze positive e di crescita per l’ambiente e per i nostri ragazzi: il sito sarà oggetto di escursioni e di un percorso didattico apposito" conclude.

Mattia Pastorino

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