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Politica | 11 febbraio 2021, 11:02

Savona 2021, Amoretti: "Non potrò mai essere un candidato di parte"

"L'obiettivo è il bene della città. Io sto con chi ci sta. Per definire un programma elettorale c’è tempo, prima deve cambiare il modello della competizione"

Savona 2021, Amoretti: "Non potrò mai essere un candidato di parte"

"Non è cambiato di una virgola quello che dico da mesi e penso da anni. Lo stato d’emergenza economica e sociale di Savona non è diverso da quella del Paese. La situazione del tutto inattesa che si sta verificando a Roma, non fa che consolidare le mie convinzioni. Ripeto quello che ho detto ai partiti con cui ho avuto rapporti nelle scorse settimane. Grazie, ma non potrò mai essere un candidato di parte. Sono convinto che la salvezza di questa città passa dall’unità delle forze moderate di destra e di sinistra, senza estremismi e senza pregiudizi. Vedremo se anche a livello locale ci sono le condizioni per una larga coalizione". Cosi commenta Dario Amoretti, possibile candidato sindaco alle prossime elezioni comunali di Savona. 

"Se invece qui continuasse a permanere una contraddizione antistorica basata sulla sopraffazione di una parte sull’altra, sarei deluso. Perché credo che il problema non sia affatto vincere, ma governare. E credo che per governare non si possa rinunciare al contributo delle persone competenti presenti nella società civile che rifiutano l’omologazione di destra e sinistra, senza rinunciare ai propri valori e alle proprie provenienze politiche, anzi, mettendoli a disposizione e in discussione". 

"Questo non è un passo indietro rispetto alle proprie convinzioni, è un passo avanti. L’unico capace di generare un processo virtuoso che faccia uscire dalle secche una città in emergenza. Credo soprattutto che la cittadinanza sia stanca delle contrapposizioni, della ricerca della sconfitta dell’avversario, della destra contro la sinistra, come fosse la biblica lotta del bene contro il male, e che occorre colmare quel vuoto di affezione che il Movimento 5 Stelle aveva cercato di interpretare" prosegue. 

"Che cambiare non vuol dire solo cambiare la squadra o il suo allenatore, ma cambiare il modo di giocare la partita. Non si pretende che persone con provenienze diverse camminino a braccetto, ma si può marciare insieme, in parallelo, verso un obiettivo comune. E l’obiettivo deve essere il bene della città. Io sto con chi ci sta. Per definire un programma elettorale c’è tempo, deve prima cambiare il modello della competizione, poi lo proporrò, aperto ai contributi e alle integrazioni di tutti, cittadini e partiti".

"Dalla dialettica fra visioni non necessariamente coincidenti nasce l’alchimia positiva. Dalla sintesi delle opinioni, dalla mediazione nasce l’equilibrio di governo. Non è altro che il fondamento su cui 2500 anni fa nacque la democrazia - conclude - Chi confonde questo con il consociativismo e le ammucchiate della prima Repubblica non ha capito nulla, difende  ideologie che nulla hanno a che fare con l’amministrazione di una città, appartiene alla preistoria. Io sto con chi ci sta, la finestra è aperta a sogni e la porta ai pensieri, può darsi che qualcosa cambi". 

Redazione

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