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Cronaca | 10 aprile 2021, 17:20

30 anni dal disastro della petroliera Haven, il racconto di quei giorni dell'ex sindaco di Celle Zunino: "Salvammo il paese grazie all'aiuto dei cellesi"

Domani, 11 aprile, il tragico anniversario del più grande disastro ecologico nel Mediterraneo. L'ex primo cittadino cellese: "Senza quell'intervento ci saremo giocati la nostra economia"

30 anni dal disastro della petroliera Haven, il racconto di quei giorni dell'ex sindaco di Celle Zunino: "Salvammo il paese grazie all'aiuto dei cellesi"

"Una grandissima collaborazione, disponibilità, da parte di tutti i cellesi che si erano precipitati per dare una mano a salvare le spiagge. Senza quell'intervento ci saremo giocati la nostra economia".

L'11 aprile di trent'anni fa, alle 12.30, il giorno dopo del disastro della Moby Prince a Livorno, a bordo della petroliera Haven si creò una grande esplosione durante un'operazione di travaso di greggio dalla stiva 1 (a prua) alla stiva 3 (al centro della nave), forse per il malfunzionamento di una pompa, nel tratto di mare davanti a Genova Voltri che portò alla morte di quattro membri dell'equipaggio e il comandante.

Con il sindaco di Celle di allora Renato Zunino abbiamo ripercorso quei tragici momenti che misero in ginocchio tutta la costa del genovese e una parte del savonese (soprattutto da Varazze ad Albissola Marina).

Bruciarono infatti circa 90mila tonnellate di petrolio greggio delle 144mila presenti al momento dell'incidente oltre alle circa 1000 tonnellate di combustibile. 

"Grazie a Derio Parodi (al tempo agente della polizia locale, poi diventato comandante nel 94) eravamo riusciti ad intercettare un camion di panne atlantiche anti olio che non sapeva dove andare, li abbiamo indirizzati verso Celle e li abbiamo portati a Cala Cravieu - spiega l'ex primo cittadino - grazie ad alcuni cellesi le abbiamo tirate in mare davanti al paese salvandolo da grossi danni. Per due o tre anni rischiavamo infatti di non fare balneazione, invece quella stessa estate grazie a quell'intervento eravamo riusciti a salvare la stagione".

"Erano arrivati tutti per sbrogliarle, da tutte le frazioni, avevamo salvato quasi tutte le spiagge. Eravamo riusciti a togliere il catrame in piena battuta e lo avevamo posizionato poi ai Piani dove c'era la vecchia ferrovia" ha continuato Zunino.

A quei tempi la burocrazia e l'organizzazione con la protezione civile regionale non era presente e organizzata come ora e i comuni erano come "abbandonati" a sé stessi. In quell'occasione, mai così complicata, l'intervento degli stessi cittadini fu fondamentale.

"Ce la siamo cavati ugualmente, ogni comune doveva arrangiarsi da solo, noi eravamo stati tra i primi ad intervenire, la corrente infatti stava spingendo tutto il catrame sulla nostra spiaggia. Fuori da ogni previsione, siamo riusciti in una vera e propria impresa riuscita grazie alla grande partecipazione dei cittadini" ha continuato emozionato Renato Zunino.

Furono 4 giorni terribili, di ansia e di preoccupazione. Quel gigante lungo 335 metri affondò il 14 aprile davanti ad Arenzano a 1.2 miglia dalle spiagge. Solo l'assenza di vento evitò un disastro che era stato comunque di proporzioni immense. A nulla erano serviti i tentativi di traino e il gigante (poi diventato il più grande relitto e disastro ecologico del Mediterraneo) continuò per due giorni a prendere fuoco tra i tentativi dei soccorsi di provare a limitare i danni.

"La ditta incaricata nei giorni successivi era arrivata con una decina di persone vestite di bianco che levavano il catrame dagli scogli con le mani - ha continuato l'ex sindaco cellese - una cosa paradossale, noi infatti gli avevamo messo a disposizione delle pale e tutto il necessario. Però ricordo che su questo fatto era stata presentata anche un'interrogazione parlamentare".

Nel 2008 venne effettuata una bonifica definitiva ma purtroppo oltre alle 5 vittime dell'aprile 91 negli anni persero la vita altre 14 persone.

 

Luciano Parodi

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