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Eventi | 20 aprile 2021, 12:15

25 Aprile a Cairo: la Liberazione si celebra online

A partire dalle ore 10 sul sito web del comune e sulla pagina Facebook

25 Aprile a Cairo: la Liberazione si celebra online

Nonostante le restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria, che impedisce lo svolgimento di manifestazioni in presenza, la Città di Cairo Montenotte celebra la ricorrenza della Festa della Liberazione, confermando l’attualità dei valori che essa rappresenta.

In collaborazione con la locale Sezione “Pietro Alisei (Lupo)” dell’Anpi domenica 25 aprile, a partire dalle ore 10, il sito web istituzionale del comune di Cairo Montenotte e la pagina ufficiale Facebook (www.facebook.com/comunecairomontenotte) ospiteranno il video della commemorazione, con gli interventi del sindaco Paolo Lambertini e del presidente della sezione Anpi di Cairo Montenotte Leda Bertone.

L’anniversario della Liberazione, che ricorre il 25 aprile, è una festa nazionale che celebra la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista.Come ricorda l’enciclopedia libera online Wikipedia, “è un giorno fondamentale per la storia d’Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze armate alleate, dall’Esercito Cobelligerante Italiano ed anche dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’ 8 settembre 1943“.

La Resistenza italiana durò venti mesi, due inverni e un’estate, coinvolgendo persone di ogni età, origine sociale e provenienza geografica, con una forte presenza femminile: tra i partigiani si contarono, alla fine, circa ventinovemila morti, mentre altri ventimila rimasero mutilati e invalidi.

Come ha ben raccontato nel libro “Le due guerre” Nuto Revelli, prima alpino in Russia, poi comandante partigiano della Brigata Italia Libera e narratore preziosissimo delle vicende belliche e sociali del cuneese, la Resistenza vide sovrapporsi due differenti conflitti: una guerra partigiana, di liberazione dall’occupazione nazista, e una guerra patriottica, contro i fascisti della Repubblica di Salò, con l’obiettivo più strettamente politico di riorganizzare lo Stato e le istituzioni in una forma democratica più avanzata e realmente liberale.Il comune orizzonte patriottico che unì i partigiani nella lotta armata, si unì ad una forma più silenziosa e meno appariscente di resistenza civile, fatta da persone comuni, costruita nel supporto logistico, organizzativo, morale, ispirato da sentimenti di pietà e solidarietà che in molti casi avevano concrete basi religiose e altrettanto patriottiche. Nel tentativo di interrompere il legame tra la resistenza militare e la resistenza civile, tedeschi e fascisti risposero con le molte stragi che presero di mira le popolazioni. Alla fine i morti furono circa diecimila, tra loro donne, anziani e bambini, con alcuni luoghi ancora oggi simbolo della recrudescenza nazi-fascista, fatta di gratuite esplosioni di rancore, vendetta e disprezzo: Boves, Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Padule di Fucecchio.

Anche nel territorio del nostro Comune fu intensa l’attività partigiana, con un notevole tributo di vite pagato alla causa della Liberazione: ne parla diffusamente il libro edito da L. Editrice “Da Montenotte alle Langhe. L’epopea dei Partigiani dalla Brigata Savona alla Divisione Fumagalli”, storia della formazione partigiana ligure-piemontese sviluppatasi nel Gruppo “Bacchetta” sorto sulle alture di Rocchetta Cairo, trasferitosi poi in Valle Uzzone, dove aderì al Gruppo autonomo “Mauri”, con vicende ricostruite attraverso testimonianze originali di partigiani e documenti d’archivio.

Ventitre partigiani valbormidesi, tra cui sei cairesi, sono stati insigniti, nel dicembre 2016, con la “Medaglia della Liberazione” dall’allora Prefetto di Savona Giovanni Manari, che nel consegnare le onoreficenze, ribadì che si trattava di “un riconoscimento finalizzato a ricordare l’impegno, spesso a rischio della propria vita, di uomini e donne per affermare i principi di libertà e indipendenza sui quali si fondano la Repubblica e la Costituzione, nonché per trasmettere tali valori alle nuove generazioni”.

I sei partigiani cairesi erano: Arnello Oreste, Bonifacino Filippo, Ghiso Alfonso Angelo, Leone Augusto, Piovano Ottavio e Sangalli Gianfranco: nel frattempo alcuni di loro non ci sono più, la celebrazione di domenica prossima servirà anche a tenere vivo il ricordo della loro tenacia, della forza d’animo e dell’orgoglio con cui hanno testimoniato fino all’ultimo un ideale nobile, autentico, immortale: la Libertà. 

Redazione

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