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Attualità | 24 luglio 2021, 07:50

Monte Acuto, agriturismo sospende le sue attività dopo i contenziosi con il Comune. L'opposizione a Toirano: "Le aziende bisognerebbe tutelarle"

La storia di Ivo Calcagno, opposto in due cause contro il municipio toiranese: "Con l'azienda praticamente ferma da un anno e mezzo per via del Covid, aggiungere spese legali non fa che complicare la situazione"

Monte Acuto, agriturismo sospende le sue attività dopo i contenziosi con il Comune. L'opposizione a Toirano: "Le aziende bisognerebbe tutelarle"

"Contro un'azienda non è possibile un accanimento del genere. Ormai ho perso ogni speranza, ho deciso così di sospendere parte delle mie attività fino alle prossime sentenze". Ivo Calcagno, titolare dell'impresa "Monte Acuto" di Toirano, spiega così la decisione di fermare momentaneamente le attività di piscicoltura e ristorazione portate avanti da anni. Il motivo? Legato principalmente a due contenziosi con l'amministrazione comunale toiranese, che vivranno nei prossimi mesi nuovi capitoli dopo i primi parziali verdetti.

Calcagno si trova infatti opposto al Comune in due cause, una legata all'attribuzione di proprietà della strada per raggiungere la sua azienda, e l'altra riguardante un presunto inquinamento del rio Gorini derivante dallo scarico di acque reflue domestiche a loro volta provenienti da un impianto apposito per l'acquacoltura (allevamento di trote ndr).

Se la prima causa, quella per la strada, ha visto una sentenza del Tar favorevole al privato con la conseguente decisione del amministrazione di ricorrere al Consiglio di Stato, è la seconda che ha portato Calcagno a optare per la sospensione di due componenti importanti del proprio lavoro.

"Nel 2015 mi venne notificata la sanzione di 60mila euro per inquinamento, un provvedimento che affrontai direttamente con l'amministrazione dell'epoca presentando tutte le autorizzazioni a me rilasciati dall'Asl - spiega proprio il titolare dell'azienda 'Monte Acuto' a Savonanews - la vicenda si è poi arenata fino al 2020 quando, in pieno periodo Covid, la Polizia Locale mi ha notificato l'ingiunzione di pagamento di questa multa. La mia reazione è stata di ricorrere immediatamente al Tribunale di Savona, che ha dato ragione alle mie istanze. La vicenda andrà ora avanti con la sentenza d'appello che segue il ricorso del Comune, ma nel frattempo per tutelare la mia posizione ho deciso di fermare sia l'acquacoltura che la ristorazione".

Alle difficoltà legate alla ripartenza dopo i picchi della pandemia, si sommano così quelle inerenti le dispute in tribunale: "Con l'azienda praticamente ferma da un anno e mezzo per via del Covid, aggiungere spese legali non fa che complicare la situazione - prosegue Calcagno - Se le istituzioni si accaniscono così su un privato, non ci siamo. Non riesco a capire il motivo: com'è possibile che dicano che inquino se non hanno mai visionato nemmeno l'impianto apposito per la depurazione dell'acqua?".

Intanto nel piazzale di Monte Acuto sono state esposte dallo stesso Calcagno le sentenze riguardanti le vicende che lo vedono opposto all'amministrazione, affinché chiunque si possa fare un'idea sui fatti: "Penso di essere l'unica azienda italiana che ha ricevuto ingiunzione di pagamento in pieno lockdown".

Solidarietà all'imprenditore toiranese è giunta dai consiglieri di minoranza Roberto Bianco e Francesco Impieri: "Come consigliere comunale mi sono scusato con il signor Calcagno - ha dichiarato il consigliere Bianco - da imprenditore capisco bene le difficoltà che sta vivendo. Mi dispiace tantissimo: le aziende sono il motore del territorio e bisognerebbe tutelarle. Questa situazione poteva essere gestita diversamente".

Roberto Vassallo

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