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Savona | 02 dicembre 2021, 10:46

Savona, il 4 dicembre la presentazione di "Ecologia della rete Come usare internet e vivere felici"

Appuntamento, a cura dell’Associazione “A Campanassa”, alle ore 18 nel Complesso monumentale del Brandale

Savona, il 4 dicembre la presentazione di "Ecologia della rete Come usare internet e vivere felici"

Il 4 dicembre alle ore 18 nel Complesso monumentale del Brandale, Sala dell’Anziania, il Presidente dell’Associazione “A Campanassa” avv. Dante Mirenghi introdurrà e presenterà l’ultima pubblicazione del prof. Mauro Barberis, "Ecologia della rete Come usare internet e vivere felici" (Mimesis).

L’autore, nato e residente a Genova, è ordinario di Filosofia del Diritto, presso l’Università degli studi di Trieste. Opinionista del “Secolo XIX”, blogger del Fattonline e di Micromega.

Fra i suoi tanti saggi, ricordiamo: Il diritto come discorso e come comportamento (Giappichelli 1990), L’evoluzione nel diritto (Giappichelli 1997), Libertà (Mulino 1999, a breve, riedito da Città aperta), Etica per giuristi (Laterza 2006) e Genoa School (2016, online).

Il saggio presentato è un libro didattico,pedagogico, forse persino terapeutico, sugli spettri che abitano il web.

Nata nel difficile periododel lockdown, la pubblicazione è una acuta riflessione sull’uso (ed abuso?) del web e sulle conseguenze individuali e collettive. Memento di riflessione per giovani (soprattutto) ed anziani.

Enrique Balbontin, noto comico genovese, cabarettista e conduttore televisivo, allieterà la serata con la sua presenza.

Il lavoro è stato scritto durante la pandemia che l’A. ha vissuto nella propria testa ancor più che sulla propria pelle: giungendo a chiedersi, nei momenti peggiori, che senso resti a un mondo post-pandemico, ormai quasi completamente digitalizzato, che si avventura ad affrontare il problema della regolamentazione di internet, e più in generale dell’Intelligenza Artificiale (IA).

Poiché nel corso di una generazione, con un’accelerazione inaudita, modi di produrre, di comunicare e di vivere sono diventati obsoleti, facendoci chiedere non cosa verrà domani, ma cosa avviene già oggi, sotto i nostri occhi, l’A.  affronta il mutamento della forma di vita attuale: la sua disumanizzazione, già presente e contaminante. Per l’A., da questo punto di vista, la pandemia può considerarsi la prova generale di un’altra forma di vita, integralmente digitalizzata, ma anche l’occasione per correggerne la direzione di sviluppo. Anche la minaccia del populismo mediatico alla democrazia liberale e allo Stato costituzionale, con il senno di poi, costituisce solo l’aspetto più vistoso di un rischio più vasto, che può dirsi ecologico, ma con questo avvertimento: dopo la pandemia, infatti, una sorta di pensiero unico digital-ecologista sembra aver sostituito (o stia sostituendo) il pensiero unico precedente, liberista o neoliberista.

Un esempio? Alle precedenti parole d’ordine – produttività, crescita, austerità, conti in ordine – nuovi epiteti: ecologia, transizione digitale, sviluppo sostenibile… tutta un’agenda green & blue, verde di ecologia e blu di digitale, ecc. Per l’A. il digitale non è solo una tecnologia, ma un altro ambiente umano: un ecosistema a sé.

Per questo nuovo ambiente, occorre un’ecologia più specifica dell’ambientalismo tradizionale, ormai colonizzato dall’industria e dai governi. Occorre semplicemente ripensare tutto: l’economia, il lavoro, i rapporti umani… Le soluzioni? Le conclusioni? Leggendo il libro o al Brandale con l’A. e Enrique Balbontin il 4 dicembre, vi aspettiamo.

Comunicato Stampa

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