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Al Direttore | 26 dicembre 2021, 19:11

Problemi con la verifica del Green Pass al ristorante, una lettrice: "Io, vaccinata, spinta ad andarmene dalla mancanza di comprensione"

Un errore di lettura del QR Code alla base dell'accaduto

Problemi con la verifica del Green Pass al ristorante, una lettrice: "Io, vaccinata, spinta ad andarmene dalla mancanza di comprensione"

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera dalla signora E. C., residente a Calice Ligure, che condivide con noi un episodio accaduto nella giornata di Natale e "che vorrebbe essere uno stimolo di riflessione per tutti".

"Il giorno 25 di dicembre alle ore 12:30, come da accordi con la mia famiglia, mi trovavo all'ingresso di un ristorante della zona in attesa della verifica del Green Pass, rilasciatomi a ottobre 2021.

Al momento della scansione, per un errore di lettura del QR Code, la certificazione risultava non valida. A questo punto, non in un contesto confidenziale, davanti a tutti, mi veniva chiesto se avevo fatto la vaccinazione, quante dosi e se potevo farmi da parte per lasciare libero il passaggio agli altri commensali. Umiliata, decido di lasciare il ristorante e la mia famiglia, già seduta all'interno, e di non condividere con loro il pranzo di Natale.

Scrivo queste parole stordita dal rumore dell'imbarazzante silenzio dei miei compaesani e dalla passività con cui vedendomi in evidente imbarazzo, ma in assoluta buona fede, non hanno mostrato un minimo di comprensione nei miei confronti; questo è il motivo che mi ha spinto ad andarmene invece di cercare la mail del certificato sul mio dispositivo o scaricarla dal sito ufficiale.

Scrivo, altresì, queste parole senza riconoscermi in nessuna delle categorie stigmatizzate dai media main stream, ma chiedendomi se è questa la società che vogliamo, un recinto di perbenismo e giudizi; che da un lato diffonde idee di inclusione e dall'altro nega empatia e ascolto.

Infine scrivo come persona a cui sono stati insegnati gli strumenti per osservare un fenomeno dal punto di vista sociologico; consapevole di come potenti fattori autorevoli situazionali e ambientali, protratti nel tempo, possano influire in modo definitivo e negativo sui comportamenti delle persone comuni (esperimento carcerario di Stanford – Zimbardo 1971).

Nell'immaginario comune l'idea di cattiveria è prerogativa dei mostri, degli esseri malvagi e non delle persone comuni, separate dai cattivi e quindi immuni dal male.

In realtà sappiamo che il confine è sottile e gli esseri 'malvagi' si rivelano più simili agli esseri 'non malvagi' di quanto siamo disposti ad ammettere: anche questo ci dice la scienza".

Lettera firmata

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