“Nei giorni scorsi alcuni organi di informazione hanno dato risalto alla notizia secondo la quale il governatore Toti, il 5 gennaio 2021, avrebbe pagato con la carta di credito istituzionale messagli a disposizione dalla Regione Liguria, un pasto da asporto spendendo la bellezza di 420 euro. La vicenda sarebbe emersa a seguito della doverosa attività di controllo e verifica svolta da parte di alcuni esponenti della minoranza consiliare. Lo staff di Toti non ha né confermato né smentito la notizia. Non è dato neppure sapere se il costoso pasto sia stato consumato dal solo Toti o se invece vi fossero altri commensali che, comunque, date le regole contro gli assembramenti non dovrebbero essere molto numerosi. La vicenda è tuttavia più emblematica che curiosa”. Esordisce così la nota di Roberto Paolino, coordinatore per la provincia di Savona di Grande Liguria.
“L'Autorità Anticorruzione pubblica ogni anno le linee guida in materia di appalti per somministrazione di pasti presso le Pubbliche Amministrazioni – prosegue Paolino -: le tariffe applicate sono piuttosto basse, spaziando dai 3 Euro al giorno per i tre pasti somministrati ai detenuti in carcere ai 10/15 euro per i degenti ospedalieri; nelle mense scolastiche il prezzo del pasto a base di gara si aggira sui 5 euro al giorno”.
“Alla luce di quello che avviene nella Pubblica Amministrazione, la spesa che avrebbe sostenuto il Presidente è astronomica e poco opportuna, in un momento in cui la situazione economica del Paese è drammatica”.
“Noi di Grande Liguria siamo certi che la spesa per il take away totiano è sicuramente legittima – spiega - ma siamo altrettanto sicuri che sia eticamente sconveniente e il Governatore farebbe bene a restituire quei soldi alla Regione”.
“Per il resto, noi di Grande Liguria non ci iscriviamo né a quelli che spingono Toti a mangiare ancora di più, né a quelli che sostengono che le persone sovrappeso che si ingozzano o i non vaccinati che finiscono in terapia intensiva per il Covid, debbano pagarsi di tasca loro le cure sanitarie. Noi di Grande Liguria siamo di bocca buona - conclude il coordinatore di Grande Liguria - e ci accontentiamo di poco: ci basta che i soldi dei liguri siano spesi con attenzione e continenza”.














