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Sanità | 27 aprile 2022, 16:13

Sanità locale, Vaccarezza su Facebook: “Il Pronto Soccorso non salva vite se non ci sono reparti specializzati a supporto”

Per il consigliere regionale loanese, il “disegno” in Regione è dare specifica dignità e vocazione a ognuno dei quattro ospedali della provincia di Savona, “ma non si riesce a parlarne”

Sanità locale, Vaccarezza su Facebook: “Il Pronto Soccorso non salva vite se non ci sono reparti specializzati a supporto”

Una nuova puntata della rubrica Facebook “Di Vaccarezza mi libero”, a cura del consigliere regionale Angelo Vaccarezza, mette in luce come i cittadini non abbiano condiviso quanto da lui espresso nel precedente appuntamento, quando ha spiegato che il “disegno” in Regione è salvare la Sanità locale, dando una specifica dignità e vocazione a ognuno dei quattro ospedali della provincia di Savona. Progetto di cui, come affermato da Vaccarezza, non si è riuscito ancora a parlare nel dettaglio.

Molto spiacevoli le manifestazioni di disappunto espresse con insulti e qualche minaccia: “La cosa che mi ha dato più fastidio è augurare a me e alla mia famiglia di avere bisogno del pronto soccorso – spiega il consigliere regionale nel video pubblicato sui social -. Di questi tempi, l'anno scorso, festeggiavo le mie dimissioni proprio da quel Santa Corona di cui tanto si parla, dopo 21 giorni di rianimazione, di cui 5 passati col dubbio di poter rivedere i miei figli. Proprio quei 21 giorni passati in rianimazione hanno consolidato in me alcune convinzioni e oggi voglio porvi una domanda: perché un cittadino di Alassio colpito da un ictus dovrebbe avere una qualità di cura differente, quindi minore, da un cittadino di Pietra Ligure, o un cittadino di Albenga colpito da un infarto avere una qualità di cure inferiore di un cittadino Loano, o un cittadino di Vendone coinvolto in un incidente stradale essere curato in maniera differente da un cittadino di Tovo San Giacomo?”.

L'unico Dea di secondo livello non genovese nella nostra terra (quello di Pietra Ligure, n.d.r.) consente che una persona che ha un ictus possa essere curato in una struttura adeguatamente attrezzata, che con un infarto si possa essere curati in un reparto di emodinamica, che con un politrauma, magari dovuto a incidente stradale, si possa essere curati in una struttura dove c'è il trauma center”.

In buona sostanza, Vaccarezza spiega che non è il Pronto Soccorso a salvare le vite, ma la dotazione di reparti specializzati a supporto della struttura d’emergenza, senza i quali, non è in grado di svolgere una funzione efficace e salvavita.

Fare un pronto soccorso non vuol dire fare uno sportello in più del bancomat che eroga lo stesso servizio – prosegue nel video -, ma vuol dire aprire una porta dietro la quale, pur con la grande qualità dei medici dell'emergenza che prendono in carico il paziente quando arriva, non ci sono tutte le strutture per salvarlo. Le famose patologie tempo-dipendenti hanno bisogno di arrivare, non tanto nella prima porta più vicina, nel primo sportello bancomat che eroga il denaro, ma nel posto giusto, dove una volta presi in carico, la vita viene loro salvata”.

Continua con convinzione: “Questo io lo continuo a dire, lo dirò per sempre: i codici gialli e i codici rossi non devono avere sulla loro strada un altro pronto soccorso, non devono avere una stazione intermedia, ma devono andare direttamente là dove si eroga la migliore sanità possibile in questa regione”.

L'ospedale di Albenga ha un'altra vocazione, ma purtroppo non se ne parla mai, non riusciamo mai a parlare di che cosa vogliamo fare di tale struttura, dove di certo i codici bianchi devono andare, ma di questo parliamo la prossima puntata”, conclude il consigliere loanese in Regione.

Maria Gramaglia

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