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Attualità | 11 novembre 2022, 10:14

Crisi Sanac, sciopero davanti allo stabilimento di Vado: "Da strategici a invisibili, la politica batta un colpo" (FOTO e VIDEO)

Lavoratori e sindacati lamentano una totale assenza del mondo politico: questa mattina hanno marcato visita Toti, la giunta regionale e alcuni parlamentari liguri

Crisi Sanac, sciopero davanti allo stabilimento di Vado: "Da strategici a invisibili, la politica batta un colpo" (FOTO e VIDEO)

AGGIORNAMENTO delle ore 15: con una lettera indirizzata al presidente della Regione Giovanni Toti e al presidente del consiglio regionale Gianmarco Medusei, i sindacati FILCTEM- CGIL e FEMCA- CISL di Savona richiedono audizione con la Conferenza dei Capigruppo Regionali per la Vertenza SANAC Stabilimento di Vado Ligure – SV. Qui di seguito il testo integrale:

Con la presente FILCTEM CGIL e FEMCA CISL di Savona sono a richiedere con urgenza un’audizione con la Conferenza dei Capigruppo Regionali per condividere aggiornamenti e le fortissime preoccupazioni in merito alla Vertenza della Sanac Stabilimento di Vado Ligure – SV- , che vede coinvolti circa 80 lavoratori , un’azienda che si trova da oltre 9 anni in Amministrazione Straordinaria sotto la gestione dei Commissari.

Le Organizzazioni Sindacali vogliono altresì segnalare che il Gruppo SANAC è presente sul territorio Nazionale con stabilimenti in Provincia di Savona , Vercelli, Massa Carrara e Cagliari . Ad oggi non ci sono certezze rispetto alle prospettive produttive del gruppo , mentre si acuiscono le preoccupazioni circa le ricadute occupazionali .

Quanto sopra si rende necessario un intervento da parte dell’Amministrazione Regionale nei confronti del Governo e del Ministero del Made in Italy affinchè si possano trovare soluzioni definitive a questa importante vertenza inserita all’interno di un comparto strategico per l’intero Paese.

Certi di un vostro sollecito e positivo riscontro , porgiamo distinti saluti.

 

FILCTEM – CGIL e FEMCA-CISL di Savona / RSU dello Stabilimento SANAC di Vado Ligure”.

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“Lavoro=Dignità”. “Senza refrattario non esiste siderurgia”. “La politica batta un colpo”. “Da strategici a invisibili”. “Noi non molliamo”.

Queste le frase scritte sui cartelli esposti dai lavoratori e sindacati della Sanac di Vado Ligure che questa mattina nuovamente hanno incrociato le braccia davanti allo stabilimento.

I dipendenti e le organizzazioni sindacali vogliono far sentire nuovamente la propria voce in merito alla vertenza che sta mettendo in difficoltà da anni i dipendenti dell'azienda che produce refrattari.

Allo sciopero sono stati invitati tutti i parlamentari liguri, il presidente della Regione Giovanni Toti e gli assessori e consiglieri regionali ma a rispondere presente sono stati solo il senatore del Pd Lorenzo Basso, il consigliere Roberto Arboscello, i parlamentari del M5S Roberto Traversi e Luca Pirondini e il sindaco e vice di Vado Monica Giuliano e Fabio Gilardi. Presenti anche i consiglieri regionali Alessandro Bozzano, Stefano Mai e Brunello Brunetto, nonché il presidente della provincia Pierangelo Olivieri. 

"Servono risposte, serve più autorevolezza della Regione Liguria quando si parla di Savona soprattutto di crisi industriali e servono politiche industriali serie in settori così strategici" dice il segretario generale della Cgil Savona Andrea Pasa.

"Illustre Ministro, attraverso questa comunicazione, le organizzazioni sindacali nazionali di Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL intendono evidenziare il percorso e l'attuale stato dell'arte della vertenza in oggetto, che nel corso di questi anni è stato gestito dalle scriventi e che, ancora oggi non trova soluzione definitiva - scrivono i sindacati unitariamente in una lettera inviata al neo Ministro delle Imprese e del Made in Italy Alfonso Urso".

Sanac è un'azienda controllata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attualmente in amministrazione straordinaria, e fornisce materiali refrattari fondamentali per i processi di produzione di acciai, lavorando per quasi il 60% del suo fatturato per lo stabilimento Acciaierie d'Italia di Taranto.

È stata da sempre legata alle vicissitudini della siderurgia nazionale, anche quando i processi di privatizzazione, a metà anni 90, l'hanno fatta confluire nel Gruppo Riva, che aveva nel contempo acquisito le acciaierie del Paese.  Le vicende che hanno travolto lo stesso Gruppo Riva agli inizi degli anni 2010 l’hanno collocata, unitamente agli impianti siderurgici, in amministrazione straordinaria con gestione commissariale. 

"Nel 2018, un nuovo accordo con il colosso Franco-Indiano di Arcelor Mittal sulla gestione delle acciaierie ex Ilva, ha aperto uno spiraglio circa il definitivo assetto societario e la conseguente stabilità lavorativa per i circa 300 dipendenti del Gruppo Sanac - avevano spiegato le organizzazioni sindacali in una lettera inviata al neo Ministro delle Imprese e del Made in Italy Alfonso Urso - Nel 2019 ArcelorMittal Italia si aggiudica il primo bando di gara per l'acquisizione di Sanac che tuttavia non perfeziona mai, temporeggiando per anni con fidejussioni bancarie, allo scadere delle quali nel 2022, decadendo il bando stesso, obbliga i commissari a rimettere in vendita la Sanac, attraverso un nuovo ulteriore bando di gara. Questo nuovo bando di gara purtroppo è risultato inutile a causa della mancanza di offerte utili al rilancio del gruppo. Si è proceduto di conseguenza, ad emettere un terzo bando di gara per il quale, come termine per la presentazione delle manifestazioni d'interesse, è indicato il 7 novembre prossimo. Ad oggi non ci sono certezze rispetto alle prospettive produttive del gruppo, mentre si acuiscono le preoccupazioni circa le ricadute occupazionali le cui conseguenze potrebbero avere effetti su diversi territori nazionali (Sanac ha stabilimenti nelle province di Vercelli, Savona, Massa Carrara e Cagliari)".

L’aspetto che desta perplessità e preoccupazione nei sindacati è il comportamento di Acciaierie d'Italia (attuale gestore degli impianti siderurgici ex-Ilva) che da azienda partecipata dallo Stato attraverso Invitalia, ha deciso di non rifornirsi di materiale refrattario dalla Sanac da circa un anno. 

“A questa condizione di per sé pesante, che fa flettere molto la tenuta economica della società, si aggiunge anche la partita debitoria che Acciaierie d'Italia ha verso Sanac che oggi è pari a circa 23 milioni di euro. È intollerabile questo atteggiamento, che mira esclusivamente a penalizzare un'azienda come la Sanac che da 60 anni lavora per le acciaierie italiane e che ha delle professionalità di altissimo profilo e che potrebbe emergere nel mercato globale dei refrattari e non solo a livello nazionale” proseguono.

Aggiungono Roberto Arboscello e Lorenzo Basso, rispettivamente consigliere regionale e senatore del Pd: "Sulla vertenza Sanac stiamo assistendo a un grande paradosso: un’azienda controllata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che è sana e produce utili, ma che si ritrova da anni in Amministrazione Straordinaria, senza la possibilità di fare investimenti, a causa di un’altra partecipata dello Stato, Acciaierie d’Italia (ex Ilva), che da oltre un anno non invia più ordini (rappresentando il 60% del fatturato di Sanac) e nel frattempo ha maturato un debito di 23 milioni". 

"A farne le spese soprattutto i lavoratori che si ritrovano quindi in cassa integrazione e con riduzione del reddito, nonostante lo stato di salute buono dell’azienda. Siamo al fianco degli 80 lavoratori dello stabilimento di Vado che questa mattina hanno indetto uno sciopero e chiedono con forza un intervento delle istituzioni locale per organizzare un incontro urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’ex Ministero dello Sviluppo Economico. Per l’obiettivo è necessaria unità di intenti. Chiediamo a Regione Liguria di occuparsi di una partita importante per il nostro territorio. Fino ad oggi, nonostante siano cambiati diversi governi, l’atteggiamento della Giunta Toti sul tema è stato solo di passivo immobilismo", concludono. 

"Ho ascoltato le istanze dei lavoratori, che già conoscevo bene. La Sanac va inserita tra le aziende strategiche della nostra Regione, già controllata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attualmente in amministrazione straordinaria - sottolinea il consigliere regionale Alessandro Bozzano - Come hanno richiesto i rappresentanti sindacali, organizzeremo un'audizione in Consiglio regionale, per rendere ufficiale il supporto di Regione Liguria all'azienda. Ma per arrivare a una soluzione reale è necessario fare una riflessione più ampia che comprenda tutta la Provincia di Savona, territorio che presenta alcune aziende strategiche che vanno tutelate, tra cui c'è certamente la Sanac. Sul tema serve una visione politica. Dobbiamo muoverci per far capire al Governo la necessità di individuare e dichiarare le aziende di interesse nazionale, perché considerate strategiche per la Nazione. Mi prendo l'onere di portare questo tema all'attenzione del Consiglio Regionale per arrivare a sensibilizzare il Governo. Mi batterò sull'argomento!". 

Luciano Parodi

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