Mentre si avvicinano alle 80mila le adesioni raccolte su Change.org contro la caccia con l’arco da Antonella B., in base all’allarme lanciato dall’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), il racconto di alcuni consiglieri regionali su come sono avvenute le votazioni dell’emendamento (alle 21,57 di sera) desta vive perplessità da parte degli animalisti sull'operato del presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei (Lega, che ha votato a favore) e li spinge a sollecitare il proponente, il leghista Alessio Piana, a dimettersi.
"Il testo, in un difficile 'burocratese', è stato presentato dalla Lega direttamente in aula durante l’esame di una legge estranea alla caccia e tra decine di altri emendamenti e relative votazioni 'frenetiche' - attaccano dall'OSA - Nella paginetta di testo la relazione illustrativa era di sole 15 righe, asserendo furbescamente che si trattava di 'alcuni aggiustamenti alla legge nazionale': era invece una rivoluzione che, oltre all'introduzione dell’arco nel controllo della fauna, estende a tutto l’anno la caccia, con grave danno agli altri animali durante la riproduzione e l’allevamento dei piccoli".
"Infatti - proseguono dall'OSA - apre per la prima volta la caccia ai cervi maschi da agosto a metà marzo, escluso un mese a seconda dell’età, a femmine e cuccioli da gennaio a metà marzo; ed ai mufloni maschi ad agosto e settembre e a tutte le classi da novembre a gennaio. Modifica la caccia al daino, da settembre a metà marzo, ottobre escluso. Porta a tutto l’anno la caccia al cinghiale, senza ritegno per femmine gravide e cuccioli, annullando inoltre il tetto massimo degli abbattimenti annuali nelle zone rosse della peste suina, a fini di 'depopolamento', anche se gli scienziati dicono che ciò ne farà invece esplodere la fertilità. Rimane invariata 'solo' la caccia a caprioli e camosci".
"In piena epidemia di peste suina viene concesso ai cacciatori di invitare “colleghi” di altre regioni, in un ambito di 1000 cacciatori gli invitati saranno fino a 50 per 500 giornate totali di caccia. Un aiuto alla diffusione del morbo in altre regioni, se gli ospiti cacceranno vicino alle zone rosse e non disinfetteranno bene scarpe, vestiti, auto, armi e cani a fine battuta. Affida infine alla giunta regionale la delega a determinare il contributo dovuto dai cacciatori alla gestione degli ambiti di caccia, che potranno quindi essere ridotti con una semplice delibera".
"Invitiamo gli animalisti e i cittadini sensibili che ancora non l’avessero fatto a firmare la petizione", concludono dall'OSA.














