Otorinolaringoiatri, oculisti, ortopedici, medici del lavoro. È l’elenco dei 10 specialisti oggetto di una ricerca da parte di Asl, Inail e Sanità Marittima, che però non ha dato i risultati sperati.
Su 10 figure professionali richieste, necessarie per garantire le visite specialistiche ambulatoriali e ridurre le liste d’attesa, solo due medici hanno risposto all’avviso dell’Asl. Nessuno specialista, invece, è stato trovato per la Sanità Marittima né per l’Inail.
La carenza di medici non riguarda solo il personale ospedaliero, ma coinvolge anche la medicina di enti come l’Inail e la Sanità Marittima. Per questa ragione, i due enti, insieme all’Asl 2, avevano unito le forze per arrivare ad assunzioni che consentissero di completare gli organici degli ambulatori.
Era stato così indetto un avviso per 10 posizioni aperte. L’Asl cercava sei specialisti per incarichi con un monte ore settimanale variabile dalle 12 alle 38 ore: un endocrinologo, un foniatra, un otorino, un reumatologo, un oculista e un neuropsichiatra infantile. Tuttavia, per queste ultime due figure non è stata presentata alcuna domanda, e l’Asl è riuscita ad assegnare solo due incarichi: otorinolaringoiatria, affidato al dottor Antonio Rocca, ed endocrinologia, affidato al dottor Giuseppe Cammarata. Aveva inizialmente manifestato interesse anche un foniatra, che però ha successivamente ritirato la propria candidatura.
Nessun esito positivo, invece, per la ricerca di specialisti per gli ambulatori della Sanità Marittima e dell’Inail. Istituto nazionale per l'assocurazione contro gli infortuni sul lavoro si era affidata all’Asl per la selezione di un oculista, un neurologo e un ortopedico. Per queste posizioni sono previsti contratti a tempo indeterminato, con un monte ore settimanale compreso tra 4 e 20 ore, per visite e accertamenti medico-legali relativi alla materia infortunistica.
Gli uffici di Sanità Marittima e delle aree di frontiera sono inoltre alla ricerca di un oculista, un cardiologo e un otorinolaringoiatra, ai quali affidare incarichi di 6 ore settimanali a tempo indeterminato.
L’avviso per coprire questi incarichi scoperti era stato preceduto da una ricognizione interna dell’Asl, nel tentativo di trovare medici già in azienda disponibili ad aumentare il proprio monte ore e colmare la carenza di determinate figure professionali. Anche questo tentativo, però, non aveva avuto esito positivo.