L’esempio di Milano, il caso di Sestri Levante e la situazione di Savona. Si è parlato di raccolta porta a porta e differenziata dei rifiuti nell’incontro di ieri organizzato da Europa Verde nella sala Caduti di Nassiriya della Provincia.
All’incontro, presentato da Laura Bertolino, co-portavoce di Europa Verde Savona, sono intervenuti Elena Grandi, assessora al Verde di Milano; Valentina Ghio, parlamentare ed ex sindaca di Sestri Levante; Federico Borromeo di Legambiente Liguria. Moderatori: Simona Simonetti, co-portavoce di Europa Verde Liguria, e Massimo Maugeri di Legambiente.
Sono stati i protagonisti di un incontro sull’importanza – ma soprattutto sulla necessità – della differenziazione dei rifiuti. In particolare, si è voluto spiegare la scelta del “porta a porta”, illustrata da Europa Verde. Il porta a porta è il tipo di raccolta che consente di ottenere le migliori performance in termini di rifiuti destinati a riciclo e recupero, riducendo la parte destinata a discarica. In Italia, copre il 78,8% delle utenze.
La Direttiva Europea 2018/851 stabilisce inoltre che si debba riciclare almeno il 55% dei rifiuti entro il 2025, il 60% entro il 2030 e il 65% entro il 2035, con una riduzione dei rifiuti destinati a discarica o inviati agli inceneritori a un massimo del 10% entro il 2030.
Dopo l’esempio di Milano, si è passati al più vicino Comune di Sestri Levante, con l’ex sindaca Valentina Ghio. Un Comune che non ha trovato un percorso facile, ma che – grazie al porta a porta – è passato dal 34% al 71% di raccolta differenziata.
"Siamo partiti nel 2014 con un sistema" – ha detto Ghio – "che prevedeva al 75% il porta a porta, il restante con bidoni a tessera e con micro isole decentrate, perché il porta a porta in tutta la città sarebbe diventato antieconomico. Abbiamo attivato un percorso partecipato con tanti incontri sul territorio. Abbiamo inoltre aperto un centro del riuso, allora il primo in Liguria. Non è stato tutto facile, ma una volta avviato il percorso siamo arrivati al 71% di differenziata. Sono solidale con il sindaco Russo, che troverà il modo di rendere accettabile questo sistema. Non abbiamo alternative: bisogna andare verso l’economia circolare".
Il passaggio al nuovo sistema richiede anche – come spiegato da Borromeo – un’accettazione culturale che porti alla presa di coscienza del riuso e del riciclo dei materiali. Un caso è quello del rifiuto organico che, tramite biodigestori anaerobici, viene trasformato in biometano – carburante per la trazione – e in parte può essere usato per il compostaggio.
"Si tratta di non perdere il punto di vista sulla posta in palio" – ha spiegato il sindaco Russo – "Finalmente Savona si misura su questa tematica e cerca di allinearsi con le altre città italiane. Stiamo facendo un passaggio anche culturale di grandissima importanza. Oggi stiamo affrontando questa sfida, ma i problemi non devono farci dimenticare la posta in palio. Il servizio di raccolta dei rifiuti è l’unico che, strutturalmente, richiede la partecipazione dei cittadini. A Savona, Sea-S ha fatto oltre 50 incontri con i cittadini, ma questo passaggio non è stato vissuto come partecipazione, e c’è una sequela di giudizi su un servizio che non è ancora partito".
Qualche cittadino presente ha manifestato dubbi sulla praticità del porta a porta, mentre è stata fatta la richiesta al Comune di organizzare incontri formativi per la cittadinanza sulla differenziata e sul riciclo e riuso.














