/ Attualità

Attualità | 16 giugno 2025, 16:14

Finte recensioni, Fipe Confcommercio Savona: “Bene le norme proposte, non si arretri ma si tutelino consumatori ed esercenti”

L'apprezzamento sull'operato finora del Governo e la proposta di legge sul tema. Balzola: “Settore trainante in provincia, questo è un passaggio decisivo per credibilità del mercato e la difesa delle imprese”

Finte recensioni, Fipe Confcommercio Savona: “Bene le norme proposte, non si arretri ma si tutelino consumatori ed esercenti”

Apprezzamento per le parole della ministra Santanché sul tema e, al contempo, la richiesta di proseguire sulla rotta tracciata senza arretrare, predisponendo norme chiare in tutela “sia dei consumatori che degli esercenti”.

Scende così in campo la Fipe di Savona sul contrasto alle false recensioni, che spesso e immotivatamente danneggiano i locali.

Secondo i dati del Centro Studi del MIMIT, infatti, il 70% dei consumatori basa la scelta del ristorante sulle recensioni online e, secondo l’Ufficio Studi di Fipe Confcommercio, esse possono incidere fino al 30% sul fatturato di un locale. Nel 2024, però, ben l’8,6% delle recensioni pubblicate è risultato falso (dati TripAdvisor), mentre il 66% dei consumatori ha dichiarato di imbattersi regolarmente in recensioni inattendibili. Dall’analisi di questi dati nasce la proposta normativa italiana, contenuta nel Capo IV del Disegno di Legge annuale sulle PMI.

Proprio nelle scorse ore è stata il ministro del Turismo Daniela Santanché a rimarcare l’importanza di proteggere entrambe le parti in causa (imprese e consumatori, ndr) da contenuti ingannevoli, compiendo un passo avanti nella costruzione di un mercato digitale più trasparente e affidabile oltre all’impegno a continuare il lavoro con determinazione, per costruire un testo efficace e coerente con la normativa europea.

Parole apprezzate dai vertici dell'organismo di Confcommercio, che però chiedono al Governo di non fermarsi sul solco tracciato. Al momento, al Senato si trova incardinata la proposta normativa che prevede misure concrete che variano dalla limitazione temporale per la pubblicazione delle recensioni (entro 15 giorni dalla fruizione del servizio) alla necessità di verificarne l’autenticità, fino al diritto per le imprese recensite di replicare e chiedere la rimozione di commenti ingannevoli o superati. Per la prima volta, inoltre, si riconosce alle imprese un diritto all’oblio digitale e si vieta esplicitamente il commercio di recensioni.

«Nella nostra provincia il settore ristorazione è uno dei motori trainanti e bisogna fare in modo che le recensioni false o discreditanti possano essere ridotte, affinché diventino davvero strumento a servizio del cliente» sottolinea il presidente di Fipe Confcommercio Savona Carlomaria Balzola, aggiungendo come sia ora necessario «fare in modo, e lo speriamo, che il legislatore possa creare davvero un metodo per arrivare alla corretta identità, di chi scrive la recensione»

Secondo il numero uno degli esercenti savonese è questo «un passaggio decisivo per la credibilità del mercato digitale e per la tutela di migliaia di imprese, in particolare micro e piccole attività, che non possono difendersi da recensioni false o malevole». Un tema «troppo a lungo ignorato» cui Balzola riconosce al Governo il merito di averlo affrontato «con coraggio», chiedendo quindi di «non arretrare di fronte alle pressioni delle grandi piattaforme internazionali: è fondamentale».

Dal Savonese arriva anche la testimonianza del ristoratore Riccardo Rebagliati, alla guida del Mosè di Celle oltre che delegato Fipe di zona: «Io rispondo a tutte le recensioni, trovo sia segno di rispetto per i clienti. Mi capita anche di smascherare false recensioni. Ritengo quindi che le recensioni debbano essere corredate dallo scontrino, dalle foto dei piatti, qualcosa che certifichi l’effettiva presenza della persona nei nostri locali, in modo da filtrare o contenuti e dare una fotografia reale a chi legge per informarsi».

La proposta italiana ha sollevato in questi mesi un ampio confronto con le istituzioni europee e i principali operatori digitali, da TripAdvisor a Trustpilot, che hanno espresso parere contrario. Per questo, Fipe - insieme ad HOTREC, l’associazione europea di riferimento per il turismo - ha deciso di sostenere la proposta italiana attraverso contributi tecnici e la campagna “Stop Fake Reviews”, per ribadire l’urgenza di un quadro normativo più trasparente ed efficace.

L’auspicio è che il percorso parlamentare prosegua rapidamente, preservando l’impianto del provvedimento. «Serve una normativa chiara che tuteli sia i consumatori che gli esercenti, promuovendo una concorrenza basata sul merito e non sulla manipolazione delle opinioni», conclude Balzola.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium