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Attualità | 12 luglio 2025, 15:00

A Carcare, viaggio nel "regno" di Michele: una sala di registrazione dove si fa e si respira musica (FOTO e VIDEO)

Le testimonianze di una carriera musicale di successo e le parole per i giovani artisti, come Annalisa: "La regina del pop"

Davanti al portone, una panchina che al posto dello schienale ha le note di "Se mi vuoi lasciare". Perché a casa di Michele Maisano la musica si respira ovunque. Ed è davvero uno spazio musicale unico la sala di registrazione all’interno della sua abitazione. Un “tempio della musica” che guarda con un occhio particolare ai giovani, punto di riferimento per molti artisti che passano continuamente da casa sua. Sui muri le immagini di una carriera di successo: le foto con colleghi come Paoli o Tenco, solo per citarne alcuni, i dischi d’oro, ma non manca neppure il gagliardetto della Sampdoria, la sua squadra del cuore.

Michele è da anni cittadino carcarese, una presenza di cui gli abitanti del paese vanno molto orgogliosi, pur rispettandone la privacy. Parlare con Michele è come fare un viaggio nella musica italiana: si parla di tutto, dalle nuove leve all’uso dell’autotune, da Sanremo ai talent, fino a come è cambiata l’industria musicale.

“L’idea della sala di registrazione – spiega Michele – nasce perché volevo fare i miei esperimenti, le mie canzoni. Qui abbiamo prodotto tantissimi brani del mio repertorio, oltre ad aver fatto lavori anche per altri. Poi è diventata anche la mia passione. Questo è il mio modo di vivere, questo è il mio regno”.

Lo studio non è ad uso esclusivo di Michele, ma è un'attività per chi voglia utilizzarlo, con la collaborazione del fonico Michele Aloisi. “Chiunque abbia voglia di fare musica può usarlo”, racconta.

Michele ha fatto parte dell’ambiente della “scuola genovese” dei cantautori, e oggi sul palco di Sanremo stanno emergendo giovani genovesi che stanno facendo parlare di sé. “Sono il cordone ombelicale di quelli che sono stati i grandi cantautori genovesi – spiega – Genova, come Napoli, dimostra di avere una grande tradizione cantautorale che si rinnova nel tempo, adattandosi alle esigenze moderne”.


Tra i nuovi artisti, un particolare gradimento Michele lo riserva per Alfa. “È ancora uno che fa musica, ha una caratteristica abbastanza internazionale, collabora con i colleghi, uno è il nostro Emanuele Dabbono. Un altro che gli si può accostare è Lucio Corsi”. Ma Alfa gli ricorda se stesso agli inizi: “Lui è meno timido, ma mi ricorda molto me alla sua età”. E poi c’è la carcarese Annalisa: “Lei è la regina del pop – dice Michele – e ne siamo orgogliosi”.

Per il cantante il palco di Sanremo è un luogo ben conosciuto, che ha calcato, e tra le ultime polemiche del Festival c’è stata quella sull’autotune, molto usato dalle nuove generazioni. “L’autotune è un espediente – spiega – Devo dire la verità: non lo condivido molto, perché se uno canta deve essere intonato. È come se ci fosse un batterista che non tiene il tempo e poi c’è un aggeggio che glielo aggiusta. È anche un espediente un po’ sleale nei confronti di chi il mestiere lo sa fare”.

Oggi nella musica conta molto l’immagine, soprattutto sui social, ci sono i talent che preparano al  ella musica, ma i concerti dal vivo e il contatto con il pubblico, che Michele vive nelle sue serate in giro per l’Italia, restano un punto fermo. “Oggi ci sono i talent, ma una volta c’era Castrocaro, il Festival di Pesaro. C’erano tantissime manifestazioni – racconta il cantante – ma la differenza è che allora il tutto era gestito dalle case discografiche e dietro ogni brano c’era un lavoro molto serio. La selezione era molto più serrata. Questo ci ha permesso, dagli anni Cinquanta fino ai Duemila, di esportare musica: oggi si esporta pochissimo. La qualità è calata in Italia, ma anche nel resto del mondo”.

Oggi l’offerta discografica è molto più ampia, ma trovare musica di buon livello qualitativo è più difficile. E per chi pensa che la musica, quella vera, si possa fare solo nei grandi centri cittadini, Michele risponde smentendo quello che è un luogo comune. “Spero che nascano cose interessanti a livello musicale – spiega – e la provincia può esprimere cose interessanti rispetto alla grande città. Perché in provincia c’è ancora la voglia di fare le cose con passione”.

E passione e musica, per Michele, sono due aspetti inseparabili: “La musica è la passione della mia vita. Mia moglie ogni tanto è un po’ gelosa perché deve dividermi con la musica. Ma è quella che mi ha permesso di avere una vita intensa e felice”.

Elena Romanato

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