Una scritta antica, scolpita sulla soglia della chiesa parrocchiale, misteriosa e solenne, sta diventando il filo conduttore di un ciclo di eventi che sta riportando nuova luce sulla storia, sull’identità e sulle radici della comunità di Mioglia. A guidare questo viaggio tra racconti, simboli e pietre sarà un ospite d’eccezione, capace di intrecciare con passione narrazione e conoscenza. Questo è ciò che attende il pubblico nel prossimo appuntamento con “Mioglia Incontra e Racconta”, in programma sabato 26 luglio alle ore 18.00 presso la sala polivalente del "capannone comunale", recentemente rinnovata con un moderno impianto multimediale.
Al centro dell’incontro ci sarà una frase che molti miogliesi – e non solo – hanno letto decine di volte passando sotto la soglia della chiesa di Sant’Andrea Apostolo, senza forse mai soffermarsi a riflettere sul suo vero significato: “Terribilis est locus iste”. Si tratta di parole in latino, solenni e un po’ inquietanti, che sembrano evocare qualcosa di minaccioso o temibile. Ma è davvero così? Sabato avremo l’occasione di scoprirlo insieme, grazie alla guida di Guido Pizzorno, esperto ambientale, divulgatore culturale e appassionato conoscitore del patrimonio storico e spirituale della Liguria.
Durante la conferenza, che si annuncia come un vero e proprio viaggio fatto di immagini, suggestioni e narrazioni, Pizzorno ci condurrà alla scoperta del significato autentico di quell’iscrizione. Si tratta infatti di un versetto tratto dalla Genesi (28,17), in cui Giacobbe, dopo aver sognato una scala che collega la terra al cielo e sulla quale salgono e scendono angeli, esclama con stupore: “Terribilis est locus iste: haec domus Dei est et porta coeli”, ovvero “Questo luogo incute rispetto! Questa è la casa di Dio e la porta del cielo.”
Come spesso accade con le parole antiche, il termine “terribilis” ha assunto nel tempo una connotazione diversa rispetto a quella che oggi potrebbe suggerire: non indica qualcosa di spaventoso, ma piuttosto ciò che è sacro, imponente e maestoso, qualcosa che invita al silenzio, alla contemplazione e al rispetto. È il senso del “tremendum”, quella sensazione di reverenza e timore misto a meraviglia che si prova entrando in un luogo capace di metterci in contatto con l’invisibile e con l’eterno.
Partendo da questa riflessione, l’incontro si allargherà per esplorare la storia e i simboli della comunità miogliese attraverso le sue chiese, le architetture, i monumenti e le vicende che hanno attraversato i secoli. La narrazione sarà affidata a Guido Pizzorno, figura molto conosciuta nel panorama culturale ligure. Egli è guida ambientale escursionistica della Regione Liguria, operatore volontario presso la mostra archeologica “M. Fenoglio” dell’Alpicella, membro del consiglio direttivo dell’Associazione Culturale San Donato e fondatore della pagina “Liguria Legends – racconti rivieraschi”, che raccoglie e rilancia storie, leggende, curiosità e aneddoti da ogni angolo della regione, totalizzando oltre un milione e mezzo di visualizzazioni mensili.
Dotato di una rara capacità di coniugare rigore storico e racconto coinvolgente, Pizzorno accompagna da anni escursionisti e visitatori lungo sentieri reali e immaginari, dove si intrecciano natura, spiritualità, mistero e tradizione. La sua presenza a Mioglia rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire la bellezza e il significato profondo di ciò che spesso diamo per scontato.
Durante la serata, inoltre, interverrà brevemente il Comitato Sant’Andrea per illustrare le attività in corso dedicate alla tutela della chiesa parrocchiale, al centro della riflessione di Pizzorno, e per aggiornare la cittadinanza sugli sforzi in atto per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale.














