A Savona ci sono piccoli angoli di verde, gli orti urbani, appezzamenti di terra curati da cittadini che hanno avuto dal Comune un'area di terreno in comodato d'uso gratuito.
Attualmente gli orti urbani sono 23, distribuiti tra varie aree della città e sono di 20 metri quadrati di estensione.
L’idea degli orti urbani a Savona non è nuova è nata anni fa, quando anni fa, il Comune aveva avviato un piano per destinare alcune aree pubbliche incolte alla coltivazione privata, con l’obiettivo di recuperare spazi degradati e offrire ai cittadini un modo per riscoprire il valore della terra.
Ora però Palazzo Sisto sta lavorando ad un nuovo bando. "I nostri uffici lo stanno preparando- spiega l'assessora Gabriella Branca - per attualizzarlo e riattivare quella che è una modalità interessante per persone come i pensionati che hanno capacità e competenze per aver eun orto. Eì una forma di impegno e passatempo, ma anche una risorsa".
Da allora, grazie a bandi periodici e al regolamento comunale che stabilisce criteri chiari di assegnazione e gestione, gli orti urbani sono diventati parte integrante del paesaggio cittadino. Gli appezzamenti più noti si trovano nell’ex vivaio comunale di via Amendola, in via Comotto e nella zona di via Vittime di Brescia: piccole oasi verdi in mezzo al tessuto urbano, curate con dedizione da cittadini che coltivano per passione, per risparmio o semplicemente per ritrovare un contatto con la natura. A questi vanno aggiunte le particelle che poi sono state inglobate nel parco della Rocca.
Coltivare un orto urbano, però, non significa solo produrre verdure fresche. Significa soprattutto costruire comunità. In molti casi, infatti, queste esperienze hanno assunto un forte valore sociale: gli orti vengono affidati in base ad un punteggio che ha un valore maggiore per anziani, disoccupati o persone in difficoltà, che trovano così non solo un aiuto concreto ma anche un’occasione per uscire dall’isolamento.














