I cittadini e chi li amministra saranno i primi a "sperimentare" la riforma sanitaria a cui sta lavorando la Regione. E sono proprio l'ambito territoriale e i rapporti con i decisori della sanità a preoccupare gli amministratori, o almeno una parte di essi, che hanno competenza sulla salute pubblica dei loro residenti.
Ieri, 19 novembre, il presidente della Regione Marco Bucci ha presentato la sua riforma al San Paolo, ospedale della città capoluogo ma dove non era stata invitata una rappresentanza della città.
"Prendo atto con profondo rammarico – dichiara il sindaco Marco Russo - che il Presidente della Regione ha ritenuto di venire a Savona e di visitare l’Ospedale San Paolo, senza informare il sindaco, che è anche presidente della conferenza dei sindaci".
"Sulla riforma – prosegue Russo - mi pare che in un contesto nel quale i sindaci hanno responsabilità sulla salute dei cittadini, i servizi territoriali assumono una rilevanza fondamentale, l’intreccio tra sanità e politiche sociali che competono ai comuni è strategico, trovo paradossale che non si sia ritenuto di avviare un confronto preventivo con i sindaci nell’elaborazione di una riforma rilevante come quella in discussione".
Nell'illustrare la riforma e la costituzione di una Azienda Tutela Salute Ligure sono state portate ad esempio realtà differenti da quella dell'Asl2. "Il raffronto con Aziende come quelle di Bologna, Torino, Toscana centro e Roma non mi paiono pertinenti rispetto alle caratteristiche territoriali della Liguria. Peraltro andrebbe anche capito perché nelle Marche, dove c’era l’ASL unica, hanno reintrodotto le singole Asl".
I dubbi riguardano anche l'aspetto economico e la creazione di una struttura che potrebbe portare ad un accentramento burocrazia e delle decisioni, togliendo voce ai territori. "A fronte di risparmi ancora da dimostrare - così come è da dimostrare che non si potessero ottenere con una razionalizzazione dell’attuale sistema – prosegue Russo - , il rischio di un eccessivo centralismo burocratico e la perdita della prossimità decisionale sono tali da vanificare ogni miglior obiettivo. Il fatto che il presidente abbia preso atto del buon lavoro svolto in Asl2 e nell’Ospedale San Paolo, che serve un’area vasta, è la dimostrazione che la strada della razionalizzazione era forse preferibile ad una rivoluzione che di fatto cancella le Asl di territorio".
"Inoltre non è chiaro – conclude Russo - quale sia la politica ospedaliera sui territori che si intende perseguire, posto che di questa non si parla, a parte quella che riguarda gli ospedali di Genova. La nostra preoccupazione è che con l’Azienda unica non si riesca a concertare in modo adeguato con i territori le politiche più adatte per rispondere ai bisogni dei nostri cittadini".














