Passata l’Epifania si smontano addobbi natalizi, alberi di Natale e presepi. Sul territorio, in esposizione a Legino e alla Campanassa, le rappresentazioni della Natività che più hanno attirato l’attenzione dei visitatori sono state quelle fatte a maglia e all’uncinetto di Rosangela Bonalberti Fiorito che, in questi anni, ha realizzato cinque presepi con questa tecnica.
«Mio papà, un bel po’ di anni fa, erano ancora gli anni Ottanta – spiega Rosangela Bonalberti Fiorito – aveva trovato un giornale dove c’era un presepe fatto all’uncinetto e me lo aveva portato, ma la cosa era finita lì perché lavoravo».
Poi, con la pensione e più tempo a disposizione, cresce la passione, inizialmente per il lavoro a maglia.
«Ad Albisola facevano la mostra dei presepi e ne ho portato uno fatto a maglia – spiega – e finita la mostra lo tenevo in casa».
Circa sette anni fa, a una mostra di Celle, chiedono alla signora Bonalberti Fiorito di portare uno dei suoi presepi.
«Quando ho iniziato a fare i presepi a maglia non c’era Internet – spiega – ma poi, quando si è sviluppato e ci ho guardato, mi si è aperto un mondo. C’erano tanti esempi e tante spiegazioni».
È finita così che i presepi realizzati a maglia o all’uncinetto oggi sono cinque (due erano alla mostra della Campanassa e uno a Legino), più alcune raffigurazioni di angeli o altre figure.
La realizzazione di ogni presepe richiede circa un anno; infatti i lavori di Bonalberti Fiorito sono estremamente dettagliati, con i volti delle figure ricamati a mano e tutti i particolari riprodotti minuziosamente.














