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Attualità | 17 gennaio 2026, 15:11

Lavoro, Pasa (Cgil): “Oltre il 90% dei nuovi contratti è precario, si continua a morire di lavoro”

“Dal governo e dalla Regione solo propaganda”

Lavoro, Pasa (Cgil): “Oltre il 90% dei nuovi contratti è precario, si continua a morire di lavoro”

“Dietro i dati occupazionali sbandierati dal Governo e dalla Regione Liguria si nascondono salari bassi, precarietà diffusa e part-time involontario”.

È l’allarme lanciato da Andrea Pasa, segretario generale della CGIL di Savona, che invita a guardare oltre i numeri sulla riduzione della disoccupazione diffusi da Istat ed Eurostat.

Secondo la CGIL savonese, i dati ufficiali non raccontano la realtà del mercato del lavoro, soprattutto in un territorio che negli ultimi dieci anni ha perso oltre 24 mila abitanti, in gran parte giovani e lavoratori qualificati, spinti a lasciare la provincia o il Paese per mancanza di opportunità stabili e dignitose.

Occupazione: tanti contratti, poca qualità

Nei primi nove mesi del 2025 (gennaio-settembre), in Liguria le nuove attivazioni di contratti di lavoro dipendente nel settore privato sono state 168.003, in calo dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2024 (dati INPS).

La situazione è ancora più grave in Provincia di Savona, dove la qualità dell’occupazione continua a peggiorare:

solo l’8,6% dei nuovi contratti è a tempo indeterminato
31,8% contratti stagionali
44,6% part-time
91,4% dei contratti è precario

“Un lavoro sempre più povero, malpagato, insicuro e instabile – sottolinea Pasa – che non consente di costruire un futuro, né di trattenere giovani e professionalità sul territorio”.

Sicurezza sul lavoro: una strage continua

A Savona e provincia si continua ad ammalarsi e morire di lavoro. I dati del 2025 sono drammatici:

8 morti sul lavoro
oltre 3.000 denunce di infortunio
+25% di malattie professionali

Grave anche la situazione sul fronte delle ispezioni – seppur il dato è parziale e si riferisce solo alle ispezioni dell inps la situazione è molto negativa visto che nel 2024, secondo i dati INPS:

26 ispezioni in tutta la provincia (circa 2 al mese)
23 aziende irregolari su 26 ispezionate (88,5%)
223 lavoratori coinvolti

Un dato che certifica la grave carenza di personale ispettivo e la grandissima % di irregolarita.

Appalti e subappalti: il cuore del problema

In provincia di Savona il 90% degli infortuni avviene nella filiera degli appalti e subappalti, sia pubblici che privati, in particolare nell’edilizia, settore con il più alto numero di incidenti mortali.

“La catena dei subappalti a cascata continua a essere una delle principali cause di morte sul lavoro – denuncia la CGIL – eppure nel decreto del Governo non è previsto alcun reale stop a questa pratica, né l’istituzione della Procura nazionale del lavoro, né il reato di omicidio sul lavoro, né il patrocinio gratuito per le famiglie delle vittime”.

Un’emergenza nazionale

“A morire sono soprattutto operai e lavoratori ricattabili, spesso anziani: una vittima su tre ha più di 60 anni. L’INAIL conferma che il rischio aumenta con l’età, segno di un sistema che sfrutta fino all’ultimo chi non ha alternative”.

“Si piangono i morti, ma non si cambia nulla. La sicurezza non può essere una voce di costo. Finché il profitto verrà prima della vita, a morire saranno sempre i lavoratori”.

“Se questa non è un’emergenza, allora cos’è? Basta operai-cidi”, conclude la CGIL di Savona, ribadendo la richiesta di un cambio di rotta: più contrattazione, più investimenti, più diritti, lavoro stabile e di qualità, rafforzamento dei servizi pubblici e politiche industriali vere per il territorio.

Redazione

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