Si è riacceso forte il dibattito, in Val Bormida, sulla futura chiusura del ciclo dei rifiuti liguri, dopo le indiscrezioni su possibili manifestazioni di interesse per la realizzazione di nuovi impianti nelle aree industriali dismesse del territorio.
A intervenire ora è il Coordinamento delle associazioni del territorio no inceneritore, con una nota che è una presa di posizione netta, in cui si esprime tutta la contrarietà all’ipotesi di nuovi insediamenti sul territorio valligiano.
«Il Coordinamento delle associazioni del territorio no inceneritore, espressione della volontà popolare della Val Bormida ligure e piemontese, denuncia con sdegno i tentativi di trasformare definitivamente questa vallata nel terminale dei rifiuti regionale. Le indiscrezioni sulle possibili manifestazioni di interesse per la costruzione di inceneritori sulle aree della cokeria o su quelle dell'ex Acna non sono proposte tecniche ma assolute provocazioni».
Nel documento il Coordinamento collega la questione alla gestione complessiva dei rifiuti in Liguria, chiamando in causa in particolare l’area metropolitana di Genova. «Ora forse si comprende perché in tutti questi anni non si è voluto realmente intervenire alla radice del problema dei rifiuti consentendo ad un'area metropolitana come quella di Genova di essere il sito con l'indice di raccolta indifferenziata più bassa del nord Italia, sforando da sempre gli stessi parametri europei; ora è chiara la fretta di chiudere il cerchio dei rifiuti senza consentire a chi li produce in larga parte di risolvere il problema».
Secondo le associazioni, il contesto locale sarebbe profondamente mutato e non più disposto ad accettare scelte calate dall’alto. «Ora però le condizioni in Valbormida sono cambiate..la visione del territorio sacrificale in cui versare tutte le speculazioni possibili non è più accettabile. Le stesse Amministrazioni si sono opposte fermamente con delibere consigliari al possibile insediamento di un inceneritore. Perché la Regione continua su questa linea bypassando la volontà popolare e amministrativa, la risoluzione reale del problema dei rifiuti e soprattutto il buon senso?».
Il Coordinamento conclude annunciando iniziative formali e mobilitazioni per contrastare ogni eventuale progetto. «Non staremo a guardare passivamente ma ci opporremo in ogni sede, presentando osservazioni, diffide ed ogni forma di contestazione lecita per evitare la totale devastazione di questo territorio».














