A Pietra Ligure la gestione del demanio marittimo continua ad animare la minoranza in Consiglio comunale. Il capogruppo Mario Carrara segnala quella che a sua dire sarebbe una situazione “paradossale”, denunciando un percorso amministrativo che, sempre a suo giudizio, rischia di portare “verso il baratro”. Secondo Carrara, infatti, “sono stati pubblicati i bandi ma la procedura sembra già viziata in partenza”, in un contesto che vede il Comune già attenzionato da diversi organismi.
Il riferimento è alle recenti pronunce del TAR che hanno colpito Pietra Ligure insieme ad altri Comuni liguri per l’illegittimità delle delibere che prorogavano le concessioni demaniali. “Pietra Ligure è entrata ‘nel mirino’ del TAR”, sottolinea Carrara, ricordando anche l’intervento dell’Autorità garante della concorrenza. Non solo: secondo il consigliere, anche associazioni di consumatori e altri soggetti starebbero monitorando la situazione, pronti a intervenire “con ricorsi e denunce” se non verranno rispettati i limiti di legge, a partire dalla quota minima di spiagge libere.
Carrara richiama inoltre possibili profili penali: “leggi ‘penali’ comportanti il reato di ‘occupazione abusiva’, se, facendo finta di nulla, strutture e stabilimenti balneari verranno aperti… pur nella piena consapevolezza della mancanza di un titolo di concessione valido”. E cita il caso di un’operatrice balneare che avrebbe dichiarato di voler aprire comunque: una scelta che, secondo lui, equivale ad “attestare anche la consapevolezza della commissione di un reato”.
Nel mirino del consigliere c’è anche l’atteggiamento della politica locale, accusata di alimentare illusioni: “In ogni caso, Sindaci, ‘buoni e umani’, faranno in modo di far iniziare la stagione ed andare avanti come se niente fosse”. Un approccio che Carrara sintetizza con un’espressione ricorrente: “Far finta”. “Far finta che non esista… una legge della Regione Liguria del 1999… che stabilisce la presenza del 40% di spiagge libere”, aggiunge, ribadendo che “è una legge a tutti gli effetti”.
Il confronto si estende anche ad altri Comuni. Carrara cita il caso di Sarzana, nello spezzino, dove il dirigente comunale ha diffidato formalmente gli ex concessionari a liberare le aree: “impone ai balneari di adeguarsi immediatamente… proprio perché non esiste più un titolo valido”. Una linea opposta, secondo lui, a quella adottata da Pietra Ligure: “Chi è che sbaglia?”.
Dubbi anche sulla tempistica dei bandi. Il Comune ha pubblicato l’avviso per le concessioni prima dell’approvazione del Piano di utilizzo del demanio (PUD): “una cosa che non si può fare; quindi, è già, di per sé: illegittima!”. Carrara paragona la situazione a “costruire una casa e fare il progetto dopo”.
Sul merito del PUD, il consigliere evidenzia una riduzione delle spiagge libere e un aumento di quelle attrezzate. I dati indicano un calo sia in metri lineari sia in superficie, con il mancato raggiungimento della soglia del 40%. Per questo contesta duramente anche le dichiarazioni dell’amministrazione: “Stupisce… il dato del 38,5 % di spiagge libere… Ma questo dato è falso!”. E aggiunge: “ci chiediamo… perché si continua a pubblicarlo come fosse ‘oro colato’?”.
Infine, uno sguardo ai canoni demaniali: “ci pare di capire che il canone… sia intorno a € 2,10 o poco più al mq!!!!???”. Un dato su cui Carrara mantiene cautela, ma che, se confermato, “farebbe capire finalmente tante cose... cose... Oltre a stimolare noi stessi, i nostri cari ed i nostri amici a concorrere per diventare imprenditori balneari”.














