Dal 28 marzo al 3 maggio, la Galleria Dei San Giovanni di Finale Ligure si trasforma nel palcoscenico della mostra personale "Ombre" dello scultore Enrico Sette. Curata da Marco Senatore e Renato Boi, l'esposizione invita il pubblico a varcare la soglia del visibile per esplorare i territori del mistero, della morte e della rinascita.
Attraverso i materiali come legno, ferro e di recupero, l'artista crea opere che evocano la precarietà della vita e la inevitabilità della morte ma con un senso poetico e di leggerezza. La sua arte è un omaggio alla bellezza dell'oscurità, un invito a esplorare le profondità dell'anima umana, un viaggio nel cuore della vanitas, dove la bellezza e la decadenza si incontrano in un gioco di ombre. Evocando l'oscurità e la potenza del simbolismo, le opere di Sette tendono a trasportare l'osservatore in quel lato nascosto del pensiero che rifiutiamo come una negatività, ma che viene proposto come un simbolo di rinascita, di continuità.
La ricerca dell'artista si muove sul delicato crinale tra bellezza e decadenza, dove la materia grezza viene elevata a una dimensione poetica e di inaspettata leggerezza. Come sottolineato dalla storica dell'arte Claudia Andreotta, l'ombra non è qui un semplice espediente tecnico, ma il fulcro semantico di un "audace cantore dell'aldilà". Sette spoglia l'iconografia della morte di ogni eccesso macabro, proponendo sculture monocrome ed eleganti che evocano una danse macabre solitaria. Le sue opere, solcate da fili che simboleggiano il legame viscerale dell'uomo con l'esistenza, raccontano di una fragilità accettata lucidamente, celebrando la vita proprio nel momento in cui se ne riconosce la natura effimera.














