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Cronaca | 06 aprile 2026, 08:00

Deposito Gnl a Bergeggi, "Fermiamo il mostro" non ci sta: "Chiediamo agli amministratori locali di agire con urgenza in tutte le sedi possibili per bloccare i lavori"

"L’unico modo per tentare di fermarli prima che sia troppo tardi è chiedere una sospensiva al Tar motivandola con le mancate risposte da parte dei ministeri alle osservazioni dei comuni di Bergeggi e Vado Ligure"

Deposito Gnl a Bergeggi, "Fermiamo il mostro" non ci sta: "Chiediamo agli amministratori locali di agire con urgenza in tutte le sedi possibili per bloccare i lavori"

"Dal 4 marzo i ministeri dell’Ambiente e dei Trasporti hanno dato il via libera al deposito di gnl nel porto di Vado/Bergeggi. I lavori potrebbero cominciare prestissimo. L’unico modo per tentare di fermarli prima che sia troppo tardi è chiedere una sospensiva al Tar motivandola con le mancate risposte da parte dei ministeri alle osservazioni dei comuni di Bergeggi e Vado Ligure".

Queste le parole del comitato "Fermiamo il mostro" il merito alla costruzione ed esercizio di un nuovo impianto di deposito di GNL e/o BIO GNL della capacità iniziale di 19.800 mc nel Comune di Bergeggi nell'area portuale vadese.

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Commissione Tecnica per la Verifica dell’Impatto Ambientale - VIA e VAS Sottocommissione VIA) si era espresso a conclusione della fase di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale.  L'opera quindi verrà realizzata e l'azienda proponente Gnl Med dovrà comunicare al Mase e agli enti/amministrazioni coinvolti la data di inizio dei lavori che dovrebbero durare circa 13 mesi.

Contro il decreto si era opposto con un ricorso al Tar il comune bergeggino. L'amministrazione comunale aveva affidato l'incarico ad un studio legale per contrastare la decisione di non sottoporre il progetto al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale.

"Avevamo già parlato in altre occasioni di questo progetto e partecipato a un animato dibattito a Bergeggi, alla presenza di Gnl Med, la società che ha chiesto e ottenuto le autorizzazioni per realizzarlo: il deposito, della superficie di un campo di calcio, sarà costituito inizialmente da 11 grandi serbatoi per le operazioni di carico e scarico del gas e consentirà alle navi sia di fare rifornimento sia di riempire le cisterne di camion e treni diretti nel nord Italia per alimentare la distribuzione capillare del gnl. Un’opera che crea diversi pericoli in un territorio assai delicato - proseguono da "Fermiamo il mostro" - Il Comune di Bergeggi con un documento di 70 pagine ha chiesto di sottoporre a VIA l’impianto e lamentato un danno paesaggistico perché i grandi serbatoi, a pochi metri dalle spiagge, rovineranno il panorama della parte più a Levante del paese. Ma i timori maggiori sono legati alla sicurezza. Il gas sarà trasportato o ricevuto da navi (100 l’anno, si prevede) provenienti dai più disparati paesi del mondo, con la possibilità di attentati terroristici, come quello che un anno fa, a pochi metri dalla spiaggia di Savona, colpì la petroliera Seajewel, coinvolta nel conflitto russoucraino: in quell’occasione fu sfiorato un disastro ambientale senza precedenti. Poi c’è il pericolo legato alla circolazione dei camion cisterna pieni di gnl, soprattutto se un incidente con fuoruscita del carico dovesse avvenire in una delle gallerie della superstrada o dell’autostrada, con possibilità di esplosioni devastanti. Saranno circa 7200 i mezzi su gomma che ogni anno, in arrivo e partenza da Porto Vado, marceranno su gomma sulle nostre strade già congestionate e sulle quali quasi ogni giorno la circolazione viene condizionata da incidenti e lavori".

"È prevista anche una movimentazione su rotaia con circa 580 container pieni di gas l’anno, che inevitabilmente ricadrà sulla rete ferroviaria savonese e in particolare nel capoluogo. Di fronte a tante preoccupazioni più che fondate, l’unico Comune che si è mosso con decisione è stato Bergeggi che però ora sembra aver gettato la spugna, quantomeno a proposito della richiesta di sospensiva - concludono dal comitato - Vado aveva invece avanzato timide osservazioni sui problemi della viabilità. Silenzio assoluto da parte delle altre amministrazioni, da Savona a tutte le altre che vedranno queste potenziali bombe passare, ogni giorno e più volte al giorno, sulle teste dei loro abitanti. Da parte loro, Regione e Autorità portuale hanno benedetto l’opera. Noi di 'Fermiamo il Mostro' chiediamo agli amministratori locali di riflettere su questi pericoli e di agire con urgenza in tutte le sedi possibili per bloccare i lavori".

IL PROGETTO

Il progetto prevede, in linea generale la realizzazione di un impianto che abbia la funzione di ricevere, tramite navi metaniere di piccole e medie dimensioni, gas naturale liquefatto, e distribuire sia Gas Naturale Liquefatto, via terra, attraverso cisterne criogeniche autotrasportate o isocontainer, o via mare, attraverso bettoline rifornimento di navi alimentate a GNL, nonche gas naturale, prodotto naturalmente nelle tubazioni e nei serbatoi di stoccaggio per effetto di scambi termici con l'ambiente, denominate Boil-Off Gas, verso il co-generatore installato all'intemo dell'impianto e a servizio di utenze interne al porto di Vado Ligure.

La costruzione del deposito e l'oggetto dell'autorizzazione prevede in particolare, la costruzione di 11 serbatoi metallici cilindrici orizzontali di capacità effettiva pari a 1980 mc; 2 punti di travaso per il carico delle Atb; 2 punti di travaso dello scarico delle navi; un impianto di reliquefazione per la trasformazione da fase gassosa a fase liquida del GNL; sale pompe antincendio; servizi ausiliari. E' sarà composto un braccio di scarico/ricarico navi, le relative tubazioni di collegamento con gli undici serbatoi orizzontali di stoccaggio, tre pensiline di ricarico autobotti/iso-contenitori, impianti per il funzionamento del deposito e l’impianto antincendio.

L’impianto sarà destinato alla distribuzione via mare di GNL e Bio GNL, attraverso l’utilizzo di Bunker Vessel, alle navi presenti nel bacino portuale di Vado Ligure, Savona, Pra Genova e La Spezia alimentate a GNL;  la distribuzione via terra di GNL e Bio GNL a stazioni di servizio terrestri e/o aziende, attraverso cisterne criogeniche autotrasportate o container trasportati su treno; la fornitura di energia elettrica/termica, prodotta dall’impiego del boil off gas (BOG), per il funzionamento di 2 generatori da circa 500 kW cad. a servizio dell’impianto stesso e di ulteriori potenziali utenze interne al porto di Vado Ligure.

Il lotto è composto da un ampio piazzale (23.500 m2) dove saranno previste 6 unità funzionali: unità di trasferimento nave-impianto (porzione della banchina attrezzata per l’ormeggio delle Carrier Vessel e delle Bunker Vessel, e dal sistema di trasferimento del GNL); i serbatoi di stoccaggio (con capacità nominale lorda di 1.800 m3 cad. e relative utenze di controllo e due pompe per l’invio del prodotto); le unità di carico delle autocisterne e ISO-container (3 baie di carico); unità di gestione del BOG; una torcia (posta a 18 metri dal piano strada, raccoglierà gli sfiati, i dreni e delle valvole di sicurezza dell’impianto, nonché dotata di skid per ignizione e mantenimento fiamma pilota); le unità per i servizi ausiliari, costituiti dai sistemi di sicurezza (ad es. la centrale antincendio, ecc.). La banchina sudest ospiterà il punto di attracco per le navi.

Il Rapporto Preliminare di sicurezza evidenzia che la costruzione del deposito, per ragioni legate all’andamento del mercato energetico e al PNRR, avverrà in due fasi successive distinte: la prima comprenderà tutti gli impianti di “processo”, tutti gli impianti di sicurezza (allarme, controllo, blocco, ecc.) e antincendio del deposito oltre a 11 serbatoi (per una capacità geometrica complessiva pari a 17.820 mc) e 2 baie della pensilina di carico; la seconda comprenderà il 12° serbatoio e la 3^ baia della pensilina di carico.

Una volta in esercizio, il Proponente stima un traffico indotto, via mare e via terra, dei mezzi così ripartibile: circa 100 navi annue (circa 2 scali settimanali per 50 Carrier vessel e 50 Bunker vessel), circa 7.200 autocisterne/anno (30 mezzi giorno per 240 giorni) per le operazioni di carico e circa 580 Isocontainer criogenici/anno (11 contenitori a settimana) per le operazioni di carico e trasporto via ferrovia.

Il Proponente stima la durata della fase di cantiere in circa 13 mesi. L’importo dei lavori si attesta sui 87.840.000 euro.

Luciano Parodi

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