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Al Direttore | 09 aprile 2026, 20:10

CPIA di Savona, il Comitato per Una Libera Scuola: "Il diritto allo studio si sta trasformando in un percorso a ostacoli"

"La missione sociale della scuola non può restare schiacciata da logiche burocratiche o gestionali"

CPIA di Savona, il Comitato per Una Libera Scuola: "Il diritto allo studio si sta trasformando in un percorso a ostacoli"

Riceviamo e pubblichiamo:

Un’istituzione che dovrebbe rappresentare il fulcro dell’integrazione e del riscatto sociale rischia di trasformarsi in un luogo di esclusione. Al CPIA di Savona, la gestione degli spazi e delle presenze sta sollevando crescenti preoccupazioni: quella che viene percepita come una rigidità amministrativa sta colpendo le fasce più vulnerabili della popolazione scolastica, trasformando il diritto allo studio in un percorso a ostacoli.

Il segnale più allarmante arriva dalle numerose assenze forzate che stanno svuotando le aule. Tra i soggetti più colpiti figurano molte madri, impossibilitate a frequentare i corsi a causa dell'impossibilità di gestire i figli piccoli in mancanza di servizi di supporto adeguati. Senza alternative concrete o flessibilità organizzativa, queste donne si vedono di fatto private dell'unica possibilità di istruzione e integrazione.

La criticità non riguarda solo chi è già iscritto, ma anche chi resta fuori. Nonostante vi siano segnalazioni di aule semivuote, il blocco delle nuove iscrizioni impedisce l'accesso a molti richiedenti, tra cui diversi Minori Stranieri Non Accompagnati. Per questi ragazzi, il conseguimento del titolo di studio non è solo un traguardo formativo, ma un requisito indispensabile per la regolarizzazione e l'inserimento lavorativo. Negare l'accesso significa, nei fatti, alimentare la marginalità sociale.

Paradossalmente, le soluzioni sembrerebbero a portata di mano. Nonostante la disponibilità di nuovi spazi concessi dall'amministrazione comunale, i locali risultano ancora inutilizzati e i progetti sperimentali per l'accoglienza tardano a partire. A questo si aggiunge un diffuso malessere per le condizioni materiali dell'istituto, dove la carenza di beni di prima necessità e manutenzione ordinaria mina il decoro della struttura.

La missione sociale della scuola non può restare schiacciata da logiche burocratiche o gestionali. Per questo motivo, si rende necessario un intervento coordinato tra le istituzioni del territorio — Ufficio Scolastico, Prefettura e Comune — affinché vengano sbloccate le risorse logistiche e garantite soluzioni reali che permettano a madri, lavoratori e minori di riappropriarsi del proprio futuro.

Vi ringraziamo per l'attenzione.

Comitato per Una Libera Scuola

Lettera firmata

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