“Mentre sulla storica caserma dei Carabinieri incombe lo spettro dello sfratto, l’amministrazione comunale sembra arroccata su una strategia che definire rischiosa è un eufemismo”, il Circolo del Partito Democratico di Cengio esprime profonda preoccupazione per il futuro del presidio di legalità nel Comune valbormidese.
“È necessario chiarire un punto fondamentale: sosteniamo con forza la necessità di mantenere la caserma e il presidio a Cengio. Proprio per questo giudichiamo estremamente preoccupante l’attuale indirizzo della giunta Dotta. Ad oggi, per la sola ipotesi di trasferimento presso l’ex scuola Colombardo — edificio già dichiarato inagibile per cedimento strutturale e situato in zona a rischio di possibile esondazione — sono già stati impegnati ingenti fondi pubblici: 206mila euro per la progettazione, 36mila euro per la verifica strutturale, 12mila euro per la variazione delle fasce di esondabilità e 25mila euro per l’acquisto del terreno da ARTE Savona. A queste cifre si aggiunge la richiesta di finanziamento alla Regione Liguria per ben 6 milioni di euro”.
“In un contesto economico segnato da tagli agli enti locali e da un’elevata competizione per l’accesso ai fondi regionali, basare il futuro della caserma su un’operazione di tale portata appare una scelta altamente incerta. Il progetto delle ex scuole Colombardo presenta evidenti criticità e insistere su un’area soggetta a variazioni delle fasce di esondabilità contrasta con i principi di sicurezza richiesti per un presidio operativo come una caserma. In situazioni di emergenza, la piena funzionalità della struttura deve essere infatti garantita”, attaccano i Dem.
“C’è da considerare che un investimento di tale entità, qualora non interamente finanziato, potrebbe costringere il Comune a ricorrere a mutui o prestiti, con conseguenze pesanti e durature sul bilancio pubblico. Ma il punto più critico è un altro: i tempi della burocrazia. Un progetto complesso come quello delle ex scuole, tra finanziamenti, autorizzazioni e lavori, richiederebbe anni. Nel frattempo, il rischio concreto è che lo sfratto diventi esecutivo e che Cengio perda il presidio dei Carabinieri. Questo è uno scenario che il nostro Comune non può permettersi”.
“Per tale motivo invitiamo l’amministrazione a cambiare rotta e a valutare soluzioni più rapide e sostenibili, tra cui la verifica e la disponibilità di immobili già esistenti, strutturalmente idonei e situati in aree sicure; oppure valutare concretamente l’acquisto dell’attuale sede della caserma (se tale ipotesi non è già stata intrapresa) attraverso un confronto con la proprietà; puntando su interventi di riqualificazione meno onerosi e immediatamente realizzabili”.
“Tali alternative garantirebbero: tempi rapidi, evitando vuoti di sicurezza sul territorio; minore indebitamento, tutelando le finanze comunali; maggiore certezza del risultato. Non siamo di fronte a una contrapposizione ideologica, ma a una scelta di responsabilità. Difendere la caserma significa adottare soluzioni concrete, sostenibili e tempestive”.
“Chiediamo al sindaco Dotta di abbandonare l’ostinazione sul progetto delle ex scuole Colombardo e di verificare immediatamente una soluzione rapida basata su alternative praticabili. È una questione di buon senso, di sicurezza per i cittadini e di rispetto per le risorse pubbliche”, concludono dal circolo Dem.













