Il Comitato Territoriale e il gruppo “Non perdiamo il treno” rilanciano una proposta alternativa di raddoppio ferroviario in sotterranea.
“Già nel 1994 il Comune di Loano, rappresentato dal vicesindaco prof. Pietro Oliva, incaricò l’ingegnere Ferrando De Simone della FORTIFIKATJON Consulting per una consulenza. In quella occasione, nella sala del Consiglio comunale, De Simone illustrò tecniche di costruzione sotterranea già adottate in Europa, ritenute idonee per il raddoppio del tratto Finale Ligure–Loano con un tracciato interrato. Tale soluzione avrebbe consentito di eliminare la servitù dei binari in superficie e i passaggi a livello, mantenendo le stazioni di Borgio Verezzi, Pietra Ligure e Loano, con la possibilità di una fermata presso il Santa Corona”, ricordano il Comitato Territoriale e il gruppo “Non perdiamo il treno”.
“La proposta ricevette consensi anche in incontri successivi a Borghetto Santo Spirito e Albenga. Il progetto prevede il passaggio sotto l’attuale sede ferroviaria e le strade adiacenti, a differenza dell’attuale ipotesi che ad Alassio, prevede il transito sotto il centro abitato e sotto il livello del mare”.
“Proponiamo inoltre una soluzione dell’ingegnere ferroviario Paolo Forzano, che collabora con il gruppo. Suggerisce, in assenza di sottopassi, di migliorare i passaggi a livello sostituendo le barriere singole con due semibarriere che si chiudano con circa 15 secondi di intervallo, così da liberare progressivamente la sede ferroviaria. In centro strada sarebbe inoltre necessario un cordolo dissuasore per evitare comportamenti scorretti”.
“Questi interventi sarebbero realizzabili nel breve periodo, mentre lo spostamento a monte della ferrovia richiederà tempi più lunghi. La domanda finale resta: perché, nonostante proposte ritenute tecnicamente valide e di buon senso per la collettività, non vengono prese in considerazione dagli amministratori?”, concludono.














