Ad Altare, dove la tradizione artigiana convive ancora con una quotidianità fatta di gesti lenti e abitudini consolidate, Federico Mignone è prima di tutto un commerciante e titolare della storica drogheria Pilade, fondata nel 1923. L’aggettivo “Nuova” è stato aggiunto circa otto anni fa, quando Federico ha rilevato la gestione dell’attività. Un luogo che è insieme negozio, memoria e presidio del paese.
Accanto a questa attività, negli ultimi tempi si è sviluppato un secondo percorso, più silenzioso e personale: Whiskyglow, il progetto artistico attualmente in esposizione negli spazi della sede AMA di via Paleologo.
“L’idea nasce l’anno scorso e deriva da una delle mie passioni, il whisky”, racconta Federico. “Ogni bottiglia mi piace viverla fino in fondo, così quando finisce raramente la butto via. Sono oggetti talmente belli e carichi di storia che sarebbe un peccato non dargli una seconda vita”.

Da questa semplice abitudine domestica prende forma l’intuizione: trasformare le bottiglie in lampade. Il primo esperimento nasce quasi per caso, in casa, senza alcuna esperienza di fai-da-te strutturata. “Mi ero avvicinato da poco a questo mondo e non sapevo se sarei riuscito a farlo”, spiega. “Ho provato a costruire una lampada per casa mia, e da lì è partito tutto”.
Da quel momento il progetto cresce passo dopo passo, attraverso tentativi, materiali recuperati e combinazioni sempre diverse. Le bottiglie di whisky restano il cuore del lavoro, affiancate da quelle di rum e vino. “Cerco di valorizzare il più possibile il riciclo dei materiali”, sottolinea, “esclusi naturalmente i componenti elettrici e alcune decorazioni che devono essere acquistati”.
Negli ultimi mesi Whiskyglow si è ulteriormente ampliato con l’introduzione del legno, elemento nuovo e complementare. “Sto sperimentando molto con la combinazione del legno”, racconta. “Utilizzo scarti di lavorazione o pezzi riciclati, che poi lavoro, a volte decoro e firmo con il pirografo”.
Ne nascono oggetti che non cercano la ripetizione, ma la singolarità. Lampade che conservano tracce della loro origine — vetro, liquido, materiali di recupero — e che diventano ogni volta pezzi unici.
La mostra “Whiskyglow di Federico”, ospitata alla sede AMA di via Paleologo, segna così il primo vero passaggio pubblico di un progetto nato quasi per gioco e cresciuto come esigenza creativa.





















