/ Attualità

Attualità | 25 giugno 2026, 07:26

Boissano, il Consiglio di Stato impone un nuovo esame per l'antenna di via Zurmagli: "Il Piano antenne è valido"

I giudici accolgono parzialmente l'appello dei residenti: il Comune dovrà rivalutare il progetto

Boissano, il Consiglio di Stato impone un nuovo esame per l'antenna di via Zurmagli: "Il Piano antenne è valido"

Nuovo colpo di scena nella lunga vicenda dell'antenna di telefonia mobile installata da Iliad nel territorio di Boissano, in via Zurmagli. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto parzialmente l'appello presentato da alcuni residenti, annullando l'autorizzazione rilasciata dal SUAP del Comune di Pietra Ligure e imponendo una nuova valutazione del progetto.

La controversia riguarda una stazione radio base realizzata dopo che la società aveva ritenuto formatosi il silenzio-assenso sulla domanda presentata nel 2021. Quel titolo era stato però dichiarato inesistente da una precedente sentenza del Consiglio di Stato, che aveva ordinato alle amministrazioni competenti di esaminare nel merito l'istanza.

A seguito di quel provvedimento, il SUAP aveva convocato una conferenza di servizi, conclusasi con un nuovo parere favorevole e con il rilascio dell'autorizzazione. I proprietari di alcuni immobili vicini all'impianto avevano quindi impugnato anche questo nuovo provvedimento, sostenendo che non fosse stato rispettato il Piano comunale delle antenne, dichiarato nullo dal SUAP anche in base a un parere della Commissione edilizia.

Con la sentenza pubblicata il 23 giugno 2026, sono state confermate parte delle valutazioni del TAR Liguria, riconoscendo che l'amministrazione poteva richiedere integrazioni documentali durante il procedimento e che tali integrazioni non violavano il precedente giudicato.

I giudici hanno però accolto uno dei motivi di appello, ritenendo errata la decisione di disapplicare il Piano comunale delle antenne. Secondo il Consiglio di Stato, le norme comunali che individuano le aree preferenziali per la collocazione degli impianti, indicando aree comunali, non introducono un divieto assoluto, ma rappresentano criteri localizzativi che devono comunque essere presi in considerazione dall'amministrazione.

Per questo motivo è stato annullato il parere favorevole espresso dal Comune di Boissano e, di conseguenza, la determinazione conclusiva della conferenza di servizi che aveva autorizzato l'impianto.

La sentenza dispone ora che il SUAP del Comune di Pietra Ligure e il Comune di Boissano riesaminino l'istanza presentata da Iliad applicando correttamente il Piano antenne comunale. Gli enti dovranno verificare se l'impianto possa essere classificato come impianto di tipo B (ammessi solo in determinate esigenze di copertura del servizio) e, in tal caso, accertare che rispetti tutte le prescrizioni previste dall'articolo 10 del Piano, motivando inoltre le ragioni della scelta del sito rispetto alle aree preferenziali individuate dal Comune e la compatibilità dell'opera con la destinazione urbanistica dell'area.

Il Consiglio di Stato non ha quindi stabilito che l'autorizzazione dovrà essere negata, ma che dovrà essere nuovamente valutata attraverso un'istruttoria completa e adeguatamente motivata, nel rispetto della normativa comunale ancora vigente.

"L'amministrazione Devincenzi gestisce, fin dal proprio insediamento, la pratica relativa al ripetitore Iliad installato nel centro del paese su un terreno di proprietà di un familiare del vicesindaco - fanno sapere i cittadini boissanesi che hanno presentato il ricorso -. Questa sentenza stabilisce che tale pratica, dopo due tentativi giudicati illegittimi dal Consiglio di Stato e a distanza di quattro anni, praticamente un'intera consiliatura, risulta ancora priva di validità. La pratica non è valida perché non tiene conto del Piano Antenne comunale, redatto per tutelare il territorio e i cittadini. Un piano che, in occasione di un'analoga installazione avvenuta in via Colle, aveva portato il Comune ad adottare un livello di attenzione ben maggiore nei confronti degli abitanti".

"Il Piano Antenne comunale è stato di volta in volta dimenticato, smarrito, dichiarato non disponibile o difficile da reperire - continuano i cittadini, rappresentati dall'avvocato Federico Smernicich dello studio Anselmi di Genova -. È stato pubblicato solo a seguito di un intervento dell'ANAC ed è stato persino ritenuto non applicabile dal SUAP e dalla Commissione edilizia, nominati e incaricati dalla stessa giunta di cui il vicesindaco fa parte. Eppure, il Piano Antenne esiste e deve essere preso in considerazione. Si tratta di uno strumento che individua aree di proprietà comunale situate a distanza dal centro abitato, il cui eventuale affitto potrebbe generare entrate per le casse comunali. Al contrario, da quattro anni il Comune sostiene spese legali su questa vicenda. Un Comune nel quale la delega agli affari legali è stata attribuita dalla giunta al vicesindaco, che della stessa giunta è membro".

"Ora, per la terza volta, questa amministrazione sarà chiamata ad assumere delle decisioni. Come dovrebbe sempre accadere, ci si aspetta che esse siano adottate nell'interesse dell'intera collettività", concludono i cittadini ricorrenti.

La vicenda amministrativa, iniziata ormai quasi cinque anni fa, resta quindi aperta e tornerà nuovamente all'esame degli enti locali, chiamati a pronunciarsi secondo i principi indicati dalla sentenza.

Roberto Vassallo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium