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Agricoltura | 01 luglio 2026, 10:34

La Cooperativa Viticoltori Ingauni festeggia mezzo secolo: "Dietro ogni bottiglia ci sono famiglie, imprese e sacrifici" (FOTO e VIDEO)

Una serata tra ricordi, riconoscimenti e prospettive future per celebrare una delle più importanti realtà vitivinicole della Liguria

Serata di festa ieri, presso la sede di Ortovero, per celebrare il cinquantesimo anniversario della Cooperativa Viticoltori Ingauni. Alla cerimonia hanno preso parte soci, fondatori, autorità e rappresentanti del mondo vitivinicolo, riuniti per festeggiare un importante traguardo nella storia della cooperativa.

Erano presenti, tra gli altri, l'assessore regionale Alessandro Piana, il Sindaco di Ortovero Osvaldo Geddo, il Presidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria Enrico Lupi, i Consiglieri regionali Sara Foscolo, Angelo Vaccarezza e Jan Casella, oltre a diverse autorità civili e militari del territorio. A fare gli onori di casa è stato il Presidente della Cooperativa, Massimo Enrico.

Nata il 30 giugno 1976 grazie all'iniziativa di tredici viticoltori di Ortovero e dei comuni limitrofi, la Cooperativa Viticoltori Ingauni è oggi una delle principali realtà vitivinicole della Liguria, con circa 200 soci conferitori, una produzione annua compresa tra 230 mila e 250 mila bottiglie e una struttura in grado di vinificare oltre 5.000 quintali di uve. Nel corso della sua storia ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione delle denominazioni del Ponente ligure, accompagnando la crescita della DOC Riviera Ligure di Ponente e della DOC Ormeasco di Pornassio. Dal 2016 è inoltre capofila della rete d'impresa "Vite in Riviera", che riunisce 23 aziende delle province di Savona e Imperia per la promozione delle produzioni vitivinicole e olivicole del territorio.

A suggellare il significato più profondo della ricorrenza è stato il riconoscimento consegnato da Confcooperative Liguria, che ha nella Cooperativa di Ortovero una delle proprie realtà più significative (sicuramente la prima della Liguria nel settore vinicolo), attraverso la presidente Anna Manca e il responsabile regionale FedAgriPesca Augusto Comes, che hanno definito i Viticoltori Ingauni un "fulgido esempio di cooperazione", richiamando la storica citazione di Papa Francesco (In cooperativa uno più uno fa tre), a indicare come valore della collaborazione non coincida con la semplice somma delle risorse, ma con la capacità di generare un bene comune più grande delle singole parti.

"Cinquant'anni rappresentano molto più di un anniversario: raccontano una comunità che ha creduto nella forza della cooperazione, nella qualità del lavoro agricolo e nell'identità del proprio territorio - ha sottolineato l'assessore all'agricoltura Alessandro Piana - La Cooperativa Viticoltori Ingauni è da cinquant'anni tra i custodi più autorevoli dell'identità della viticoltura ligure e ha accompagnato la crescita della viticoltura del Ponente, contribuendo a valorizzare produzioni che oggi rappresentano una delle espressioni più autentiche della nostra agricoltura. Dietro ogni vigneto coltivato c'è un pezzo della storia della Liguria che continua a vivere, e dietro ogni bottiglia ci sono famiglie, imprese, competenze e sacrifici. Fare rete oggi significa essere più forti, affrontare insieme i mercati, investire nella promozione e nell'innovazione. È una strada che Regione Liguria condivide pienamente e continuerà a sostenere, perché promuovere il vino ligure significa promuovere il nostro paesaggio, il turismo, la biodiversità e il lavoro di tante persone che ogni giorno rendono viva la nostra terra".

Nel corso della serata sono stati consegnati riconoscimenti ai soci fondatori, ai loro familiari, agli amministratori e agli enologi che hanno contribuito alla crescita della cooperativa, oltre a un ricordo dedicato alla famiglia del presidente onorario Panero. La ricorrenza ha rappresentato anche l'occasione per celebrare i dieci anni della rete "Vite in Riviera" e per degustare il Metodo Classico "Tuè76", etichetta realizzata per il cinquantesimo anniversario della cooperativa e già premiata a livello nazionale.

"Una cooperativa vera non si accontenta di stare bene da sola - ha evidenziato il presidente Enrico -. A un certo punto sente il bisogno di costruire alleanze". Ed è da questa convinzione che, dieci anni fa, è nata Vite in Riviera, la rete di imprese che riunisce alcune delle più rappresentative realtà vitivinicole del Ponente ligure e che, proprio durante la serata, ha ricordato il proprio decennale, quasi a innestare simbolicamente il proprio compleanno nei cinquant'anni dell’azienda capofila. A sottolinearne il valore sono stati il vicepresidente Lorenzo Turco e il socio fondatore Marco Temesio, consegnando ai Viticoltori Ingauni un riconoscimento per il contributo determinante offerto alla nascita e alla crescita della rete. Un omaggio che ha ribadito come oggi promuovere il vino significhi anche promuovere il territorio, l'accoglienza, il turismo esperienziale e una cultura della collaborazione capace di mantenere forte l'identità di ogni azienda, facendola crescere all'interno di un progetto comune.

Non è un caso che proprio questa visione abbia trovato la sua espressione più contemporanea nel Tuè 76, il primo Metodo Classico Pas Dosé da uve Pigato firmato dall'enologo Gianluca Scaglione e dedicato al Cinquantennale. Un vino nato per celebrare la storia, ma pensato per raccontare il futuro, dimostrando come il vitigno bandiera della Cantina possa parlare un linguaggio nuovo senza rinunciare alla propria identità. "Il Tuè76 è uno di quei vini che, mese dopo mese, continua a raccontare una storia diversa. È la dimostrazione che il Pigato può sorprendere ancora, senza smettere di essere sé stesso" ha spiegato il giornalista e gastronomo Paolo Massobrio, testimonial di questa ricorrenza, che ha spoilerato l'ingresso dello spumante nella prossima Top Hundred di Golosaria, la selezione nazionale delle cento etichette italiane più rappresentative per qualità, identità territoriale e potenziale di mercato, riconoscendo nella nuova etichetta uno dei progetti più interessanti del panorama vitivinicolo ligure.

"Il Comune di Ortovero rivolge le più sentite congratulazioni ai soci della Cooperativa Viticoltori Ingauni, la più grande della Liguria nel settore vitivinicolo - ha dichiarato il sindaco Osvaldo Geddo - La Cooperativa, conosciuta da tutti in paese semplicemente come 'La Cantina', ha raggiunto questo prestigioso traguardo grazie all'impegno, alla serietà e alla lungimiranza con cui ha operato in questi cinquant'anni, nell'interesse dei propri soci e a beneficio di tutti i viticoltori del ponente ligure. L'Amministrazione comunale esprime i migliori auguri affinché questo percorso di successo possa proseguire con nuovi traguardi e ulteriori opportunità di crescita, a beneficio dell'intera comunità ortoverese".

Accanto allo sguardo rivolto al domani, la Cooperativa ha voluto rendere omaggio a chi, cinquant'anni fa, ebbe il coraggio di immaginare tutto questo. Sono stati premiati il socio fondatore Valerio Alessandri, presente alla cerimonia, e Martino Pilot, impossibilitato a partecipare. Commovente anche il ricordo dei fondatori don Innocente Armato, Simone Gino, Enrico Nardo, Gian Pietro Moreno, Francesco Verdino, Olindo Patriarca, Enrico Emanuele Filiberto, Mauro Cappato, Agostino Parodi, Vincenzo Passaniti ed Elisabetta Gasco, attraverso la presenza numerosa di figli, nipoti e familiari, che ha trasformato la memoria e la riconoscenza in un autentico passaggio di testimone tra generazioni.

Un riconoscimento speciale è stato dedicato alla memoria del presidente onorario Paolo Panero, ritirato dalla nipote accompagnata dalla propria bambina, in un'immagine che ha restituito il senso più autentico del passaggio tra generazioni e della continuità di una storia che guarda al futuro. Sono stati quindi premiati il vicepresidente Flavio Bonifazio e i consiglieri Domenico Gaggino e Paolo Steria, da venticinque anni nel cda al fianco di Massimo Enrico, a testimonianza di un gruppo dirigente che ha accompagnato con continuità la crescita della Cooperativa.

Ma il momento più inatteso è arrivato subito dopo, quando è stato lo stesso Bonifazio, a nome dell'intero Consiglio di Amministrazione e di tutti i Soci, a consegnare al presidente una pergamena e un riconoscimento a sorpresa. Un gesto accolto da un lungo applauso, che ha restituito l'immagine di una Cooperativa vissuta come una grande famiglia, nella quale ciascuno occupa un posto speciale e nessuno resta indietro.

A chiudere idealmente il percorso tracciato nel corso della serata è stata la presentazione del primo vigneto di proprietà della Cooperativa: settemila metri quadrati di Pigato, proprio di fronte alla sede della Cantina. Un vigneto istituzionale, perché mette radici nel luogo in cui questa storia è nata e custodisce il vitigno che più di ogni altro identifica i Viticoltori Ingauni. Ma anche un "vigneto turistico", destinato a diventare uno spazio di accoglienza, divulgazione ed esperienze. Il simbolo di una visione che guarda all'enoturismo come leva di sviluppo per l'intera Liguria e che rilancia l'auspicio di una normativa regionale capace di riconoscere pienamente il ruolo già svolto da cantine e frantoi nella promozione di un turismo sempre più identitario, sostenibile ed esperienziale.

L’evento celebrativo, condotto con un approccio divulgativo dalla giornalista alassina Renata Cantamessa, che è risultato particolarmente gradito dalla qualificata platea, si è concluso con il brindisi affidato alle delegazioni Fisar Savona e Imperia e con l'accensione della storica insegna della Cantina, tornata in funzione dopo tanto tempo. Un gesto simbolico che ha acceso idealmente il cammino dei prossimi cinquant'anni, con pronte nuove sfide. Perché, come ha ricordato Massimo Enrico in chiusura del suo intervento: "Le cantine si costruiscono con il cemento. Le cooperative, invece, si costruiscono con le persone".

Roberto Vassallo

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