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Attualità | 13 giugno 2026, 14:33

Andora, una banca dati per salvare e valorizzare gli uliveti abbandonati: “Un presidio per il territorio e per la tradizione”

Il Comune aderisce al progetto “Salvare un Oliveto Salva la Vita!” di Città dell’Olio. L’invito ai proprietari per le segnalazioni

Andora, una banca dati per salvare e valorizzare gli uliveti abbandonati: “Un presidio per il territorio e per la tradizione”

Recuperare gli uliveti abbandonati per preservare il paesaggio, rilanciare la tradizione agricola locale e contribuire alla sicurezza del territorio. Con questo obiettivo il Comune di Andora, socio dell’Associazione nazionale Città dell’Olio, ha aderito al progetto “Salvare un Oliveto Salva la Vita!”, iniziativa dedicata alla valorizzazione del patrimonio olivicolo e al recupero delle aree oggi lasciate all’incuria.

L’obiettivo è creare una banca dati degli uliveti abbandonati o semiabbandonati, così da favorire l’incontro tra i proprietari che non riescono più a prendersi cura dei propri terreni e soggetti interessati a recuperarli, mantenerli produttivi o eventualmente acquisirli in affitto o in vendita.

Per questo motivo il Comune invita i privati in possesso di uliveti in stato di abbandono o semiabbandono a segnalarli alla segreteria tecnica regionale dell’associazione, attiva nella cittadina del Ponente presso il Comune. Chi intende aderire al progetto dovrà comunicare (via telefono al numero 0182 68.11.276/224 oppure via e-mail all’indirizzo coordinamentoliguria@cittadellolio.it) i dati relativi al terreno segnalato, indicando il proprietario, i riferimenti catastali, l’area, il toponimo e l’indirizzo, l’estensione in ettari, le coordinate Gps, l’eventuale disponibilità alla vendita o all’affitto e ogni altra informazione utile.

Il recupero degli oliveti abbandonati viene considerato un intervento importante non solo dal punto di vista produttivo, ma anche ambientale e paesaggistico. Il mantenimento dei terreni agricoli contribuisce infatti alla cura del territorio, alla salvaguardia della tradizione olivicola locale e alla riduzione dei rischi legati all’incuria.

“Questo progetto, promosso dall’Associazione nazionale Città dell’Olio, è volto a favorire l’incontro tra i proprietari che non riescono più a custodire il proprio uliveto e coloro che possano essere interessati a mantenerlo produttivo - sottolinea il presidente del Consiglio comunale con delega all’Agricoltura, Flavio Marchiano - Il recupero degli oliveti abbandonati rappresenta un’azione strategica sia per la tutela del paesaggio e della tradizione agricola locale, sia per il contenimento degli ungulati e la prevenzione degli incendi. L’abbandono favorisce infatti la formazione di roveti e aree incolte che costituiscono habitat ideali per la proliferazione dei cinghiali e favoriscono la propagazione degli incendi”.

Con l’adesione al progetto, Andora punta quindi a valorizzare il proprio patrimonio olivicolo e a promuovere una gestione più attenta dei terreni, trasformando aree oggi incolte in una risorsa per il territorio, l’ambiente e la comunità.

Redazione

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