Dopo l'inchiesta sul presunto sistema di caporalato emerso nei cantieri del porto di Vado Ligure, la Fillea Cgil torna a chiedere interventi concreti per tutelare i lavoratori coinvolti. Nel corso dell'incontro svoltosi questa mattina in Prefettura a Genova, il sindacato ha sollecitato misure immediate a sostegno delle vittime e annunciato nuove proposte da sottoporre alla Regione per rafforzare la prevenzione e il contrasto allo sfruttamento lavorativo.
La Fillea Cgil ha chiesto anche alla struttura commissariale, ribadendo quanto già chiesto nei giorni scorsi alla capofila del Consorzio incaricato della costruzione della nuova diga foranea del Porto di Genova, di farsi immediatamente carico delle vittime di caporalato. "La richiesta - spiega Fillea Cgil - è quella di attivare immediatamente un sistema di tutele per tutti i lavoratori che sono vittime di caporalato a partire da quelli che hanno denunciato. Il sub commissario, anche a nome del Commissario Presidente Bucci, ha espresso disponibilità a intervenire per dare garanzia di ricollocazione, di vitto e alloggio alle vittime rimaste senza lavoro e permesso di soggiorno".
"La legge sul caporalato e i protocolli di legalità, seppur fondamentali- prosegue Cgil - possono non bastare, come dimostra questa vicenda in un appalto pubblico. Per questa ragione oltre a chiedere il potenziamento degli strumenti di controllo già previsti, la Cgil chiederà al Presidente della Regione l’istituzione di un fondo sociale a sostegno delle vittime di caporalato e sfruttamento. Il fondo dovrà intervenire a tutela delle vittime per il loro ricollocamento e il sostegno abitativo e reddituale, ma dovrà anche occuparsi di prevenire fatti criminosi di questa natura nei luoghi di lavoro".
Alcune proposte che saranno portate al tavolo riguarderanno la necessità di istituire corsi di formazione per dare strumenti di conoscenza della lingua, delle leggi e dei diritti ai lavoratori stranieri migliorando per questa strada anche i livelli di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Inoltre sarà chiesto di sostenere quelle azioni positive per le imprese che mettono a disposizione dei lavoratori alloggi, medico e mediatori culturali.














