"Il nostro cliente ha avuto uno stillicidio, ha ricevuto insulti di ogni genere, un accanimento totale con microfoni e telecamere, quando lui invece per dare da mangiare ai cani non mangia lui".
Così gli avvocati Amedeo Caratti e Massimo Badella difensori dell'uomo, proprietario dei 17 cani (sono 30 in totale.ndr) che erano stati posti sotto sequestro lunedì scorso. Gli animali tenuti nella sua abitazione di Dego, in località Carpezzo, erano stati portati via a seguito di una segnalazione.
Sul posto erano intervenuti i carabinieri, il personale del servizio veterinario dell’Asl 2, le ambulanze veterinarie e volontari di associazioni animaliste. Ad ampliare la vicenda una settimana fa era stata anche la presenza in Val Bormida di Enrico Rizzi, influencer e attivista per la tutela degli animali, arrivato da Roma.
Nella giornata di oggi però 14 sono stati riconsegnati al proprietario. Non sono stati infatti ravvisati maltrattamenti.
"I cani stanno bene, sono nutriti e curati e forse è meglio che i censori di questa vicenda si facciano dei pensieri. Il nostro assistito vive per i suoi cani, bisogni, dovrebbero capire che c'è un limite a tutto. Se il Gip infatti non ha convalidato il sequestro a fronte delle relazioni dei veterinari ci saranno delle ragioni. È vergognoso tutto quello che è accaduto e ci vuole un equilibrio per tutte le cose. Non possono giudicare prima che un giudice giudichi" proseguono i due legali.
Infatti dopo il sequestro e i video circolati in rete il "popolo" social si è scagliato contro l'uomo insultandolo.
"Ci riserviamo ogni azione riferita alle affermazioni effettuate a mezzo social" concludono gli avvocati.
Il proprietario, dopo un confronto con chi si sta occupando della situazione e nell’interesse degli animali, avrebbe concordato di non riportare a casa, almeno per il momento, altri tre cani: uno con problemi di salute (attualmente si trova in clinica), una femmina che ha partorito proprio il giorno del blitz e una seconda cagnolina prossima al parto. Per loro è prevista, almeno temporaneamente, la gestione da parte dell’Asl.
Sulla sua pagina Facebook nel frattempo Rizzi ha commentato il dissequestro.
"Questa mattina ho appreso che, su decisione della Procura di Savona, 17 cani sono stati restituiti al proprietario, mentre 3 sono stati trattenuti dall’ASL. Lo ricordate l’intervento fatto qualche giorno fa nel savonese? Secondo i primi atti trasmessi dalle autorità intervenute, non sarebbero emersi elementi sufficienti a configurare il maltrattamento degli animali. Rispetto la decisione della Procura, ma non la condivido minimamente. E pongo pubblicamente alcune domande - dice l'influencer e attivista - Come si può ritenere adeguata la detenzione di decine di cani all’interno di una casa che, quando sono arrivato, versava in condizioni igienico-sanitarie terribili, tanto che gli stessi veterinari erano sconvolti? Come può essere garantito il benessere di oltre 30 cani ammassati nello stesso contesto, dove si verificavano anche zuffe tra gli animali? Erano concretamente garantite a tutti alimentazione, cure veterinarie, igiene, spazio e una gestione adeguata? E ritengo legittimo interrogarsi anche sul comportamento tenuto dal proprietario durante l’intervento, quando, davanti alle autorità, ha più volte lanciato delle sedie in aria. E allora mi chiedo: la tanto celebrata 'Legge Brambilla' dove sarebbe? Quale tutela concreta offre in situazioni come questa?".
"Questa sera ne parlerò approfonditamente in diretta, perché questa vicenda per me non finisce qui. I volontari savonesi e non sono giustamente disgustati e stanno valutando se scendere in piazza. Se lo faranno, farò di tutto per esserci. Nel frattempo voglio rispondere anche al solito fenomeno da tastiera del posto che sostiene che sarei andato a Dego a 'far perdere tempo alle Forze dell’Ordine'. Facciamo un ragionamento molto semplice. Se era tutto perfettamente a posto, perché sono intervenute tutte quelle autorità? E soprattutto: se non c’era nulla da contestare, perché Carabinieri e ASL hanno sottoposto a sequestro tutti quei cani, portandoli tutti via? Io sono arrivato a Dego dopo essere stato chiamato da volontarie del territorio che chiedevano aiuto. Ho documentato ciò che ho trovato e ho chiesto l’intervento delle autorità - continua Rizzi - Non sono io a fare le leggi. Non sono io a decidere cosa costituisca reato. E non sono certamente io ad aver disposto il sequestro degli animali. Se una normativa consente che situazioni come quella che ho documentato non vengano considerate penalmente rilevanti, allora il problema non è chi le denuncia. Il problema è la legge. E se la cosiddetta 'Legge Brambilla', tanto pubblicizzata come una rivoluzione per gli animali, davanti a casi come questo non riesce a garantire la tutela che ci era stata raccontata, continuerò a dirlo senza alcun problema: è una legge fallimentare".














