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Politica | 22 settembre 2026, 11:39

Savona, sulla scuola Scaramuzza difende il tetto del 30%: "Non è razzismo, ma buon senso"

Il conigliere del carroccio interviene sul limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi e difende le misure annunciate dal ministro Valditara, collegandole ai temi dell'apprendimento dell'italiano e dell'integrazione

Savona, sulla scuola Scaramuzza difende il tetto del 30%: "Non è razzismo, ma buon senso"

Il capogruppo della Lega in consiglio comunale interviene sul limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi e sul tema dell'integrazione scolastica. Nel suo intervento anche un riferimento al divieto di burqa e niqab annunciato dal ministro Valditara.

“Il tetto del 30% voluto dal Ministro Valditara non è 'razzismo,' chiamiamolo con il suo nome: buon senso applicato alla scuola. Perché in alcune classi italiane gli alunni stranieri che non parlano la lingua, o la parlano a fatica, sono ormai la stragrande maggioranza. Savona non ne è esente. E poi ci si stupisce se il livello scolastico crolla, se i ragazzi restano indietro. Provate voi a insegnare storia o matematica, con lo stesso ritmo e lo stesso insegnante, a una classe dove metà degli studenti non capisce l'italiano di base. Chi sostiene il contrario, semplicemente, non ha mai messo piede in un'aula. Oppure lo fa apposta, per propaganda”.

Il capogruppo della Lega, che lega il tema della composizione delle classi a quello dell'apprendimento della lingua italiana e dei percorsi di integrazione.

“E lo dico senza giri di parole, questa non è una misura contro gli stranieri. È esattamente il contrario. È una misura per l'integrazione vera, quella che passa dalla lingua e, non dimentichiamolo, anche dal rispetto”.

Scaramuzza interviene anche sul tema del burqa e del niqab, richiamando l'annuncio del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara relativo alle nuove disposizioni sull'abbigliamento a scuola.

“Lo stesso vale per il divieto di burqa e niqab annunciato dal Ministro: la scuola forma cittadini liberi e eguali, non può diventare la vetrina di un simbolo che nega alla radice la dignità della donna. Chi lo indossa - spesso senza aver scelto - finisce per essere invisibile invece che riconosciuto”.

Il capogruppo leghista affronta quindi il tema della distribuzione degli studenti stranieri nelle classi, sostenendo che una concentrazione elevata possa produrre forme di isolamento anziché favorire l'integrazione.

“Concentrare decine di ragazzi stranieri tutti nella stessa aula, isolati dal resto della scuola: quella sì è ghettizzazione. Distribuirli, dare loro un percorso serio per imparare l'italiano, farli crescere insieme ai compagni: questo vuol dire includere sul serio”.

L'intervento si conclude con una critica alla sinistra e alle politiche adottate negli ultimi anni sul tema dell'integrazione: “La sinistra si straccia le vesti, ma in tutti questi anni di problemi non ne ha risolto nemmeno uno”.

Elena Romanato

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