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Cronaca | 29 ottobre 2026, 16:10

Tragedia al Luna Park di Spotorno, presentata la perizia in Procura: messe in evidenze le irregolarità

Viene specificato che le carenze tecniche erano presenti nell'attrazione dei "seggiolini volanti" che sarebbe stata priva del salvavita e che il "calciometro" non era collegato ad una presa di corrente autonoma ma all'altra attrazione

Tragedia al Luna Park di Spotorno, presentata la perizia in Procura: messe in evidenze le irregolarità

Le attrazioni non erano dotate dei dispositivi di sicurezza per interrompere i flussi di corrente.

Questo uno dei principali aspetti emersi dalla relazione presentata dal consulente incaricato dalla Procura, l'ingegnere e docente dell'Università di Torino Michele Tartaglia, in merito alla tragica morte del quindicenne Alessio Colletti, folgorato al Luna Park di Spotorno. 

 Nella serata fra il 16 e 17 luglio scorsi, nell'area allestita in località Serra, la giovane vittima era  deceduta mentre utilizzava il "calciometro", di proprietà di un'altra persona sottoposta a indagini per i medesimi fatti.

Secondo le prime risultanze, a causare la morte di Colletti sarebbe stato un arresto cardiocircolatorio conseguente a folgorazione da corrente elettrica. 

Nella relazione viene specificato che le carenze tecniche erano presenti nell'attrazione dei "seggiolini volanti" che sarebbe stata priva del salvavita. Con il calciometro (che non comparirebbe nella planimetria ufficiale del Luna Park) che non non era collegato a una presa di corrente autonoma ma alla "giostra a catene". A peggiorare la situazione sarebbero state anche le pozzanghere presenti sul posto visto che fino a qualche minuto prima quella sera aveva piovuto. Il 15enne aveva poi quindi utilizzato il gioco, calciato il pallone e dopo aver toccato la parte metallica pare sia scivolato dando vita al contatto con l'acqua che gli è risultato fatale.

Lo scorso 25 settembre, era stata data esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere (attualmente sono agli arresti domiciliari) nei confronti dei coniugi Maich Tavecchio e Samantha Grotto, gestori di attrazioni per spettacoli viaggianti. Le accuse contestate dalla Procura di Savona erano state di omicidio colposo e frode processuale. 

L'ordinanza di custodia cautelare aveva ritenuto fondata, allo stato attuale del procedimento, l'ipotesi accusatoria secondo la quale il "calciometro" dove la vittima era stata folgorata era stato collegato con un cavo elettrico alla vicina "giostra a seggiolini", di cui sono titolari i due indagati. Secondo l'accusa, questi ultimi, successivamente al tragico evento, avrebbero cercato di occultare tale circostanza, rendendo versioni non vere, modificando lo stato dei luoghi, rimuovendo il cavo elettrico, occultando alcuni cavi e intervenendo con modifiche sull'impianto dell'attrazione di loro proprietà.

Si tratta di un'ipotesi d'accusa formulata allo stato attuale delle indagini, basata sull'assunzione di dichiarazioni, sul confronto fra le fotografie dei luoghi effettuate nell'immediatezza e nei momenti successivi al sequestro dell'area nonché sull'esito di una perquisizione, che aveva portato al rinvenimento di alcuni oggetti ripresi in alcune foto ma non rinvenuti al momento del primo sopralluogo.

Gli accertamenti tecnici erano infatti iniziati già nelle ore successive alla tragedia, con i sopralluoghi dei Vigili del fuoco concentrati in particolare sugli impianti elettrici e sulle condizioni di sicurezza dell'attrazione e sul corpo del ragazzo era stata disposta l’autopsia (nella documentazione allegata all'autopsia era emerso che cinque giorni prima della morte di Alessio un altro giovane, sempre minorenne, aveva segnalato di avere ricevuto una forte scossa elettrica a contatto con il calciometro). 

Il 24 luglio il consulente  Tartaglia, aveva effettuato un primo sopralluogo nell'area, insieme ai consulenti delle parti. Al centro delle verifiche c'erano l'impianto elettrico del "calciometro", il motivo per cui il dispositivo salvavita non sarebbe entrato in funzione e l'eventuale influenza della pioggia caduta nelle ore precedenti alla tragedia. Era stato poi effettuato un ulteriore sopralluogo e una perizia tecnica.

Nel frattempo l'intera area è rimasta sotto sequestro per quasi due mesi. Solo lo scorso fine settembre, dopo ulteriori valutazioni della Procura, ai giostrai era stato consentito di rimuovere le attrazioni e lasciare Spotorno. Per poter procedere allo smontaggio era stata richiesta anche la documentazione attestante l'idoneità dei giochi e nell'area erano rimaste sotto sequestro soltanto due attrazioni legate al "calciometro" e la giostra delle catene.

Il provvedimento restrittivo, di natura cautelare ed urgente, era stato emesso per evitare l'inquinamento delle prove e la reiterazione del reato, essendo necessario preservare la genuinità delle indagini.

Intanto la vicenda sbarcherà anche tra i banchi di Montecitorio, con un'interrogazione al Ministero dell'Interno presentata dal deputato di Futuro Nazionale, Emanuele Pozzolo. L'atto parlamentare richiama la segnalazione effettuata il 3 luglio dal consigliere Massimo Spiga al Comune, segnalando possibili criticità relative agli impianti elettrici del Luna Park, agli ancoraggi delle linee e delle luminarie, ai cavi e alle relative protezioni. La segnalazione chiedeva inoltre verifiche sulla documentazione tecnica e sulla regolarità dell’installazione.

Nella stessa interrogazione viene ricordato che il Comune aveva acquisito il 18 giugno una dichiarazione di conformità dell'impianto e si sostiene che, successivamente, ne siano state messe in discussione la completezza e la corrispondenza all'intero impianto utilizzato dal Luna Park. Si tratta anche in questo caso di elementi riportati nell'atto parlamentare e che dovranno essere verificati nell’ambito degli accertamenti in corso.

Ad essere iscritti nel registro degli indagati oltre ai gestori della "giostra a catene", anche  il titolare del “calciometro”, Gaspare Piccaluga, assistito dall'avvocato Wilmer Perga, l'architetto che ha certificato l'idoneità, Luciano Ciamarone difeso dal legale Riccardo Magarelli e l'ingegnere Graziano Minero, assistito dall'avvocato Carlo Boggio Marzet.

Luciano Parodi

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