Un'unica macroregione capace di mettere insieme Liguria, Piemonte e Lombardia, con strategie condivise, infrastrutture più efficienti e, in prospettiva, anche un'amministrazione comune. È la proposta rilanciata dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci durante la sessione plenaria dedicata al futuro dei porti e della logistica, ospitata questa mattina, giovedì 29 ottobre, all'Auditorium dell'Acquario di Genova. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, amministratori ed esperti del settore per discutere del ruolo degli scali liguri nella rete logistica del Nord Ovest e delle prospettive di sviluppo economico dei territori. Al centro del confronto, il potenziamento dei collegamenti ferroviari e autostradali, la semplificazione burocratica e la necessità di rendere sempre più competitivo un sistema produttivo che guarda all'Europa.
"Liguria, Piemonte e Lombardia assieme creano la regione più ricca d'Europa, dove è possibile fare tutto, dall'università all'industria, al turismo", ha sottolineato Bucci, indicando nella collaborazione tra le tre Regioni una delle principali opportunità per il futuro. Secondo Bucci la macroregione esiste già nei fatti, attraverso le filiere produttive e commerciali che collegano i territori. Il passo successivo dovrebbe essere quello istituzionale. "La supply chain di questa macroregione, che è il modo più corretto e largo di parlare di logistica, oggigiorno già lavora in questi termini", ha spiegato, evidenziando come imprese e operatori economici si muovano spesso più rapidamente delle amministrazioni. Da qui l'idea di arrivare a una struttura amministrativa condivisa, capace di semplificare le procedure e attrarre nuovi investimenti. "Avremo un'unica macroregione con un'unica amministrazione che faciliterà enormemente il lavoro per dare la possibilità agli imprenditori di investire e con una grandissima ricaduta economica e occupazionale sul nostro territorio", riconoscendo che un progetto di questo tipo richiederebbe anche modifiche costituzionali.
Il presidente ha poi fatto il punto sulle grandi opere infrastrutturali liguri, mostrando ottimismo sul completamento degli interventi. "Avere il Terzo Valico al 96-97%, forse anche di più, e avere la diga pronta più della metà sono tutti segnali che vanno nella direzione giusta" indicando inoltre gennaio 2027 come momento a partire dal quale la A26 dovrebbe essere completamente libera dai cantieri.
Sul tema della Gronda, Bucci ha ribadito il sostegno al progetto genovese, affiancandogli quello del collegamento autostradale Predosa-Carcare-Albenga. Quanto ai finanziamenti, ha sottolineato la necessità di partire dalla progettazione: "Prima bisogna avere le buone idee, fare i buoni progetti, poi si cercano i finanziamenti. Non si può fare il contrario".
A condividere la visione di un Nord Ovest sempre più integrato è stato il presidente del Piemonte Alberto Cirio, che ha definito la collaborazione tra le tre Regioni una possibilità per rafforzare il ruolo economico dell'intera area. "Questa è stata la locomotiva del Paese e questa ritorna a essere la locomotiva del Paese", ha dichiarato Cirio, sottolineando la centralità dei corridoi infrastrutturali europei e il ruolo strategico dei porti liguri come accesso ai mercati internazionali. Il governatore piemontese ha richiamato anche gli investimenti industriali che stanno interessando il territorio, citando il progetto di Silicon Box nel Novarese, per il quale è prevista la posa della prima pietra il 9 novembre, e lo sviluppo dei data center. Investimenti che, secondo Cirio, confermano come la disponibilità di collegamenti efficienti rappresenti un fattore decisivo per attrarre imprese e creare occupazione.
Sulla stessa linea il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che ha individuato nel miglioramento delle infrastrutture una delle priorità per rafforzare l'integrazione economica tra le tre Regioni. "Io credo che manchi un miglioramento dei collegamenti, un miglioramento dell'infrastruttura", evidenziando come trasporti più efficienti possano contribuire a compensare almeno in parte gli elevati costi energetici sostenuti dalle imprese. Il presidente lombardo ha inoltre ricordato il peso economico della propria Regione, con un Pil di 505 miliardi di euro, e la capacità del territorio di attrarre investimenti grazie alla presenza di università, centri di formazione e competenze professionali.
Il nodo delle infrastrutture è stato affrontato anche dalla sindaca di Genova Silvia Salis, che, a margine dell'appuntamento, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di garantire tempi certi per la conclusione dei cantieri. "Tante merci in più arriveranno nel porto e quindi tante merci in più devono procedere verso il Nord Italia e il Nord Europa. Questo ci mette davanti ovviamente a una grande sfida infrastrutturale", chiedendo al Governo di accelerare sui collegamenti.
In particolare, Salis ha insistito sull'importanza di conoscere le scadenze effettive delle grandi opere, a partire dal Terzo Valico. "La certezza della fine dei cantieri è fondamentale per lo sviluppo economico della città. L'incertezza o l'allungamento dei tempi in qualche modo potrebbe condizionare chi vuole investire su Genova".
Per la sindaca, la crescita del porto dovrà inoltre procedere insieme alla tutela della vivibilità dei quartieri. "La sfida ovviamente è quella, riuscire a far crescere il porto con sempre un'attenzione alla sostenibilità che faccia sentire la cittadinanza partecipe di questa crescita e non colpita dalla crescita", ha spiegato, ricordando il lavoro svolto insieme agli operatori portuali e alla Polizia Locale per contenere l'impatto del traffico di traghetti e crociere durante l'estate.














