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Cronaca | 19 gennaio 2015, 17:44

Tirreno Power, dal 28 febbraio finiscono i soldi per pagare la "cassa": i sindacati si rivolgono al Governo

Oggi le segreterie nazionali del settore hanno indirizzato una lettera unitaria alla Presidenza del Consiglio: "Qualora non dovessimo ricevere riscontro, organizzeremo un presidio con i lavoratori il prossimo 26 gennaio sotto palazzo Chigi"

Tirreno Power, dal 28 febbraio finiscono i soldi per pagare la "cassa": i sindacati si rivolgono al Governo

Sale la tensione in Tirreno Power ed alta è la disperazione dei lavoratori in attesa di risposte dal Governo sul futuro della centrale termoelettrica di Vado Ligure. Oggi le segreterie nazionali del settore FILCTEM‐CGIL FLAEI‐ CISL UILTEC‐UIL hanno indirizzato una lettera unitaria alla Presidenza del Consiglio.

“Come avevamo previsto, il silenzio delle Istituzioni sta facendo salire la tensione dei lavoratori a livelli mai conosciuti prima nel Settore Elettrico. I patti sono fatti per essere rispettati: abbiamo fiducia nelle Istituzioni ma adesso è l’ora delle soluzioni. Ulteriori ritardi non avrebbero giustificazione alcuna”, ha affermato il Segretario Nazionale Flaei - Cisl, Amedeo Testa.

Il Governo aveva infatti dimostrato un interessamento diretto per trovare soluzioni concrete per la vicenda della centrale di Vado Ligure in occasione del vertice romano convocato da Graziano Delrio a palazzo Chigi con gli enti locali a dicembre, ma per ora, nulla si muove.

“A quasi un mese dall'incontro tenutosi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la vicenda riguardante la centrale di Tirreno Power sita a Vado Ligure non ha ancora trovato una soluzione positiva – affermano le segreterie nazionali nella lettera - Abbiamo atteso, sinceramente fiduciosi, la formalizzazione di un vostro provvedimento risolutorio, semplicemente segnalandovi - con lettera del 12 gennaio - l'esigenza di procedere in tempi brevi. Esigenza dettata dalla drammatica condizione finanziaria illustratavi dalla Società e dalla situazione pesantissima che stanno vivendo, ormai da molto tempo, i lavoratori di Tirreno Power e quelli dell’indotto”.

“Facciamo presente che non più di qualche giorno fa, l’Azienda ci ha comunicato che dopo il 28 febbraio, non avrà più “cassa” per pagare stipendi e fornitori. Arrivati a questo punto, chiediamo con urgenza una convocazione per avere certezza dei provvedimenti che la Presidenza del Consiglio dei Ministri vorrà adottare per risolvere definitivamente la vicenda, nel pieno rispetto degli impegni presi il 23 dicembre 2014”.

E dopo l’annuncio dei lavoratori, riuniti questa mattina in assemblea, di tenere un corteo con manifestazione venerdì per le strade di Vado Ligure, le segreterie nazionali minacciano un presidio sotto Palazzo Chigi. “Siamo costretti a segnalarle che, qualora non dovessimo ricevere riscontro alla presente, organizzeremo un presidio con i lavoratori interessati per il prossimo 26 gennaio, sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Presidio che permarrà in loco fino a compimento delle vostre promesse”, affermano.

Debora Geido

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