Il 2015 dell’artigianato ligure si apre all’insegna di un calo nei due
principali settori di attività: secondo gli ultimi dati Infocamere,
l’andamento di manifatturiero e costruzioni registra una lieve flessione
in questi primi tre mesi dell’anno. Le 7.448 imprese del manifatturiero
attive in Liguria sono diminuite dello 0,9% rispetto al 2014: il bilancio
dei primi tre mesi parla di 163 aperture e 210 cessazioni totali. Per
quello che riguarda invece l’edilizia, il calo è stato più marcato, pari a
-1,1%: le imprese liguri attive sono passate dalle 21.900 del 2014 alle
21.651 attuali e tra gennaio e marzo 2015 le iscrizioni sono state 521,
mentre 759 hanno abbassato definitivamente la saracinesca.
Un calo che ha coinvolto le micro e piccole imprese del settore a livello
nazionale: in Italia manifatturiero e costruzioni sono diminuiti,
rispettivamente, dell’1% e dell’1,7%. Le piccole realtà di manifattura,
attualmente 317.781, hanno contato 6.130 nuove aperture nella prima parte
dell’anno, ma, contemporaneamente, hanno visto cessare l’attività di altre
9.155. È andata peggio al settore delle costruzioni (523.575 micro e
piccole imprese artigiane): 10.857 aperture e 19.507 chiusure.
«Per combattere questa andamento negativo – afferma Giancarlo Grasso,
presidente di Confartigianato Liguria – occorre mettere in atto azioni
concrete per agevolare la creazione di impresa e attirare nuove realtà
produttive. In primis, ridurre la tassazione regionale e il carico
amministrativo che grava sulle micro e piccole imprese, attuando per
esempio forme di defiscalizzazione locale e settoriale o eliminando
imposte come l’Irap. Ma per favorire lo sviluppo occorre anche un sostegno
economico concreto: indirizzare le risorse anche europee verso le
microimprese e continuare nella strada della velocizzazione
dell’erogazione dei contributi. Queste sono alcune delle proposte che
chiederemo di condividere e sottoscrivere ai candidati alle elezioni
regionali».
A livello provinciale, Genova conta al momento 3.918 realtà artigiane
attive nel manifatturiero (79 aperture e 111 cessazioni nel primo
trimestre) e ben 10.882 nell’edilizia (269 aperture e 318 chiusure). Le
prime sono calate dell’1,1% rispetto allo scorso anno, mentre il comparto
edile ha registrato un lieve -0,6%.
Situazione invertita nel savonese: il manifatturiero artigiano, con 1.455
realtà all’attivo, ha subito un calo di mezzo punto percentuale, mentre
più marcato è il -1,4% delle costruzioni (4.758 micro e piccole imprese).
Il bilancio dei primi tre mesi dell’anno è negativo in entrambi i casi: 31
aperture e 34 chiusure nel manifatturiero, 99 aperture e 170 cessazioni di
attività nell’edilizia.
A Imperia il quadro ritrae un manifatturiero in calo dell’1,1% rispetto al
2014 (1.037 realtà, di cui 22 nuove imprese e 29 cessazioni), mentre il
comparto delle costruzioni segna un -1,4%: 3.698 realtà artigiane sul
territorio, con un bilancio dei primi tre mesi che dice 91 aperture contro
le 145 chiusure di attività.
Infine, nello spezzino, il calo più marcato nelle costruzioni: -2,8%. Si
contano 2.313 micro e piccole imprese attive e, in questi primi tre mesi
del 2015, alle 62 nuove realtà imprenditoriali corrispondono 126 chiusure.
Per quello che riguarda invece il manifatturiero, 1.038 imprese attive
nello spezzino e quasi in pareggio il bilancio tra aperture e chiusure: 31
contro 36. Il calo del comparto rispetto al 2014 è stato dello 0,6%.
In Breve
venerdì 30 gennaio
Che tempo fa
Rubriche
Accadeva un anno fa
Attualità
Attualità














