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Attualità | mercoledì 14 giugno 2017, 16:00

Spiagge a "numero chiuso" per evitare sovraffollamento e lunghe code in autostrada, come è accolta l'idea in Riviera?

Turismo low cost con pullman che scaricano orde di turisti in prossimità delle spiagge libere che vengono letteralmente invase, Schivo "Il problema non è il turismo "mordi e fuggi", ma la maleducazione di qualcuno"

Un 'ticket' di due euro per i 'pendolari' delle spiagge per contribuire ai costi per la pulizia e i servizi di soccorso. E' l'idea lanciata dal presidente veneto di Confturismo e Federalberghi, Marco Michielli, che rilancia anche l'ipotesi di attivare un servizio di controllo sul litorale per limitare i pendolari dei finesettimana e le lunghe code in macchina.

Spiagge libere a numero chiuso insomma, una ipotesi che, però, lascia decisamente perplessi gli operatori del settore nel ponente ligure meta prediletta dei turisti “mordi e fuggi” spesso pronti a fare ore di macchina per poter passare anche solo una giornata al mare.

Spiega Ernesto Schivo Presidente Balneari di Alassio: “E' stata lanciata questa idea del numero chiuso per i turisti low cost, ma credo che quello su cui ci si dovrebbe focalizzare non è tanto l'aspetto economico, credo infatti che tutti abbiano il diritto di fare le loro vacanze anche sulla base delle loro possibilità economiche, quindi ben venga anche il turismo low cost, ma se educato.”

È proprio questo aspetto che sottolinea Schivo e con lui molti altri operatori del settore turistico “Purtroppo spesso il turismo low cost va di pari passo a quello incivile e dell'illegalità con turisti che arrivano occupano le spiagge libere e le lasciano sporche e nel degrado usandole, inoltre, spesso come base per poi aggirarsi anche negli stabilimenti balneari dove porre in essere piccoli furti o atti di vandalismo. È questo il fenomeno che è necessario contrastare”spiega.

Da alcuni anni, ad esempio, si è assistito, purtroppo all'arrivo di pullman da Piemonte e Lombardia che in arrivo al mattino all'alba scarica ondate di persone che occupano le spiagge tra Alassio e Laigueglia accampandosi con tende installando vere e proprie cucine a cielo aperto e lasciando, la sera, sporcizia e degrado.

“Il fenomeno esiste, ma il disagio non è creato – ripete Schivo – dal fatto che si tratti di turisti che non spendono, ma dalla maleducazione di molti di loro. Mettere un “numero chiuso” nelle spiagge credo non sia la soluzione giusta” conclude.

Mara Cacace

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