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Cronaca | 23 gennaio 2018, 11:02

Con Abu Dhabi accordi di estradizione: per Andrea Nucera è la fine del "rifugio dorato"?

L'imprenditore, protagonista della "vicenda T1" cerialese, a "Chi l'ha visto?" si era definito "un esiliato"

Con Abu Dhabi accordi di estradizione: per Andrea Nucera è la fine del "rifugio dorato"?

Cambiano le normative in materia di estradizione tra l’Italia e gli Emirati Arabi Uniti e subito la mente va ad Andrea Nucera, l’imprenditore albenganese che, raggiunto dal programma televisivo “Chi l’ha visto?” si era autodefinito “in esilio”.

Gli Emirati Arabi, infatti, sono una confederazione di sette Stati che comprendono Abu Dhabi e Dubai come nazioni dalla superficie maggiore, affiancati ai minori Ajman, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharia e Umm al-Qaywayn. E, tra questi, proprio a Dubai risiede dal 2011 Andrea Nucera, soggetto a inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Savona a seguito di un crack finanziario e di una operazione di lottizzazione abusiva nella zona T1 di Ceriale, da tempo bloccata in una sorta di “limbo” che l’ha resa terra di nessuno.

In realtà il termine di “esiliato” usato nella trasmissione televisiva, calza un po’ stretto a Nucera, che nel suo trasferimento arabo ha portato con sé parte dei familiari (tra cui la nonna ultranovantenne) e ha avviato nuove attività imprenditoriali, aprendo ristoranti e negozi, alcuni dei quali nel frattempo già chiusi (si pensi alla breve parabola di “Italianissimo”, ristorante specializzato in ricette tipiche del Bel Paese, nel frattempo già sostituito da una trattoria libanese in mano ad altri proprietari).

Di ratificazione degli accordi di estradizione tra Italia ed Emirati Arabi per Nucera si era già parlato circa un anno fa, per la precisione a febbraio 2017 (leggi QUI); ma a dare una svolta decisiva alla cosa è la visita istituzionale, iniziata il 21 di questo mese, del ministro degli esteri Angelino Alfano ad Abu Dhabi. La Farnesina ha reso noto che il nuovo testo normativo, che sarà ratificato a Roma dalla prossima legislatura, ha sciolto alcuni nodi burocratici che rendevano inapplicabile il precedente trattato di estradizione tra le due nazioni, sottoscritto nel 2015. Tra le nuove norme introdotte vige anche la non applicabilità, in ossequio alle leggi italiane, della pena di morte, tuttora presente in molti Paesi arabi.

Redazione

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