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Attualità | sabato 07 luglio 2018, 19:06

Savona, una maglietta rossa in piazza Mameli, segno di solidarietà, accoglienza e giustizia sociale. Rago, Anpi: "Basta morti in mare"

Circa un centinaio i cittadini che si sono ritrovati davanti al Monumento ai Caduti per condannare le morti in mare

Savona, una maglietta rossa in piazza Mameli, segno di solidarietà, accoglienza e giustizia sociale. Rago, Anpi: "Basta morti in mare"

Una maglietta rossa per fermare "l'emorragia di umanità". Questo pomeriggio circa un centinaio di persone si sono presentate in piazza Mameli a Savona con indosso una maglietta rossa per dare un segnale forte di accoglienza, solidarietà e giustizia sociale.  

 "Se è vero che la politica sull'immigrazione che riguarda l'Unione Europea deve cambiare - ha affermato Samuele Rago, presidente provinciale dell'Anpi, tra i promotori dell'iniziativa insieme a Libera, Arci e Legambiente -  e che non può essere scaricato tutto sui paesi che sono sulle coste del Mediterraneo, l'Italia soprattutto, è altrettanto vero che non si può pensare di fare pressione sull'Europa facendo morire delle persone in mare: bambini o adulti che siano, è una cosa assolutamente inaccettabile. Siamo qui a protestare per questo motivo".

"Le magliette rosse sono quelle che le mamme mettono ai bambini quando questi fanno parte di gruppi di persone che abbandonano quei territori attraversando il mare - ha spiegato ancora Rago - in caso di naufragio il colore rosso si individua più facilmente. Con la maglietta rossa vogliamo sottolineare che siamo dalla loro parte: siamo dalla parte dei più poveri e dei più indifesi. Condanniamo la politica che il governo fa in questa direzione, non facciamo un discorso sui partiti: queste sono cose inaccettabili nel modo più assoluto". 

 

Di seguito l'appello sottoscritto da: don Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera e Gruppo Abele; Francesco Viviano, giornalista; Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci; Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente; Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI: "Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Alan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori. Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini".

Luciano Parodi

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