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Attualità | 13 settembre 2018, 13:30

Il tribunale di Savona e il progetto Re.Lig insieme per "Udienze", il cortometraggio sulla giustizia minorile

Il cortometraggio è stato realizzato all'interno del progetto Re.Lig e le riprese sono state effettuate all'interno del Tribunale di Savona coinvolgendo giovani attori e figure istituzionali del Palazzo di Giustizia savonese

Il tribunale di Savona e il progetto Re.Lig insieme per "Udienze", il cortometraggio sulla giustizia minorile

Il tribunale di Savona lo scorso giugno era stato trasformato in un set cinematografico per consentire di girare la fiction “Udienze”, un cortometraggio dedicato alla giustizia minorile e realizzato all’interno del progetto Re.Lig.

Il lavoro realizzato nel palazzo di giustizia savonese è stato proiettato ieri alla libreria Ubik di Savona alla presenza della dottoressa Giuliana Tondina, giudice del Tribunale dei Minorenni di Genova, della dottoressa Lorena Canaparo, Presidente del Tribunale di Savona e della dottoressa Antonella Brandone referente, per il Sestante, del Progetto Re.Lig. – Giovani e Giustizia Minorile.

“Udienze” è stato prodotto all’interno del progetto Re.Lig (nato per risolvere le problematiche legate ai minori coinvolti in procedimenti penali, sia a livello di prevenzione che di reinserimento sociale) e realizzato con la preziosa collaborazione del Tribunale di Savona.

Contiene 4 fiction nelle quali giovani accusati di reati si trovano ad affrontare il decisivo momento dell’udienza. La fiction “Udienze”, diretta dal regista Marino Lagorio della I So. THeatre Coop. Soc. di Toirano, rappresenta la terza realizzazione video e segue il successo di “Margareth & Queen” e “MAP – messa alla prova”.

La sceneggiatura del cortometraggio è stata elaborata con il contributo di figure istituzionali (Giudice del Tribunale per i Minorenni di Genova, Procuratore della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Genova, avvocati, assistenti sociali, referenti del Tribunale di Savona, del Centro Giustizia Minorile di Genova e degli Uffici di Servizio Sociale del Tribunale per i Minorenni di Genova) alcune delle quali hanno anche offerto la propria disponibilità alla recitazione, riconoscendo la difficoltà dell’attribuzione di tali ruoli a figure non specificatamente preparate. 

"Dal nostro punto di vista i progetti sono fondamentali, sui singoli casi è stata una cosa di grande efficacia, ugualmente importante è stato l’aspetto formativo preventivo perché effettivamente i ragazzi hanno idee confuse sul loro ruolo sociale e hanno allo stesso tempo bisogno di confrontarsi e avere spiegazioni.  Il punto d'appoggio è preziosissimo perché centra alcuni nodi fondamentali, si è verificata una grande adesione e soddisfazione per il progetto. Sono stata molto incuriosita del fenomeno cinematografico e mi sono sentita immedesimata durante le riprese" dice il giudice Giuliana Tondina, che ha impersonato se stessa nella fiction.

“Cerchiamo sempre di andare nelle scuole perché il futuro della società è rappresentata dai nostri giovani, per far capire loro l’importanza della legalità, il rispetto, perché con le loro scelte influenzeranno la loro vita e quella degli altri. Abbiamo messo a disposizione ben volentieri l’aula di Tribunale, direi che tutti quanti hanno creato la magia della verità, con un tono genuino e mi sembra che il risultato sia venuto reale" spiega la Presidente Lorena Canaparo.

"E' stato tutto molto divertente, non è stato facile costruire le parti e far sentire ai ragazzi umanamente il proprio ruolo poiché vi sono aspetti di delicatezza e complicità. Abbiamo cercato di creare un senso di condivisione, che fa scattare piani di sinergia, facendo vivere tante emozioni" continua il regista Marino Lagorio.

"Aver messo in fila interventi di prevenzione e presa in carica ha consentito di costruire sul territorio molto lavoro, considerato che sono state portate le tematiche del coinvolgimento dei ragazzi con problematiche penali. Il lavoro fatto sulla presa in carico dei ragazzi ha prodotto una riflessione che ha portato alla realizzazione dei filmati, vedendo le udienze filmate poi gli educatori che arrivano dopo avranno un materiale su cui riflettere, c’è un circuito virtuoso che della parte del progetto si passa ad un altro" dice Antonella Brandone, referente del progetto Re.Lig.

“Le 4 storie trattano di: furto di oggetti, spaccio di sostanze stupefacenti acquistate online, furti di denaro, consumo di sostanze stupefacenti, aggressioni, rapine violente. La sceneggiatura mette in risalto le differenze di gravità dei reati ed accanto degli atteggiamenti di responsabilità o meno che il giovane mette in gioco. Differenze che portano ad esiti delle Udienze decisamente differenti” conclude Lagorio.

In conclusione è stata proiettata la visione integrale del filmato e i giovani attori hanno potuto raccontare dal loro punto di vista l'emozione di trovarsi davanti alla macchina da presa, trattando un argomento così delicato e importante. 

Luciano Parodi

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