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Cronaca | 18 settembre 2019, 13:30

Auto crivellata di colpi ad Albisola, contestata la ricettazione dell'arma

Quest'oggi è proseguito il processo dopo che Ramaj Detion aveva confessato dove era nascosta l'arma

Auto crivellata di colpi ad Albisola, contestata la ricettazione dell'arma

Ha confessato il possesso dell'arma da fuoco e dove era nascosta ma il pm Massimiliano Bolla gli ha contestato la ricettazione. Continua il processo relativo alla vicenda della sparatoria ad Albisola Superiore ai danni dell'Audi A3 del ristoratore Steve Siragusa, crivellata con 11 colpi d'armi da fuoco in corso Mazzini lo scorso novembre.

Lo scorso 11 settembre l'albanese Ramaj Detion (arrestato a febbraio) durante la sua deposizione ha fornito tutti i dettagli al giudice per consentire il ritrovamento dell'arma, una pistola automatica probabilmente munita di silenziatore, sotterrata da lui nei pressi della sua abitazione in via Genova a Savona in località Valloria.

Dopo diverse ricerche dei carabinieri coordinati dal tenente Matteo Ettore Grassola anche con il metal detector e con le indicazioni fornite in videochiamata da Detion, le forze dell'ordine non hanno però trovato nulla.

Detion al momento dell'arresto per la sparatoria stava già scontando una pena per droga, era riuscito poi ad avere gli arresti domiciliari, revocati successivamente per aver danneggiato brutalmente la sua abitazione.

Il 40enne albanese, che era stato dipendente della pizzeria di Siragusa ha specificato in aula che non aveva minacciato il suo ex datore di lavoro: "Non l'ho cercato, se lo avessi visto gli avrei parlato e chiarito il danno. Non l'ho minacciato".

Detion inoltre, con problemi di tossicodipendenza, ha spiegato che il suo rapporto con Andrea Riotto (anch'esso arrestato dai carabinieri a febbraio) riguardava solo il consumo di sostanze stupefacenti e non la sparatoria, che vedrebbe però coinvolto un marocchino, presente con lui nella macchina ripresa dalle telecamere.

Le accuse mosse si concentrano sulla tentata estorsione (che però Detion in aula ha negato, in quanto Siragusa non gli doveva dei soldi), il porto abusivo d'arma da fuoco, la ricettazione, il danneggiamento e la violenza privata, ma il processo visto che l'arma non è stata ancora recuperata non si può ritenere concluso.

Gli avvocati difensori dell’imputato hanno richiesto i termini a difesa e nel processo, rinviato al 1 ottobre, valuteranno se chiedere un rito alternativo (ad esempio l’abbreviato).

Luciano Parodi

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