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Cronaca | 15 ottobre 2019, 12:59

Il mondo cattolico e quello culturale savonese piangono Nazzario Fancello

Scomparso ieri a 79 anni, funerali domani alle 10.30 in Duomo celebrati da monsignor Lupi. Già presidente de A Campanassa e amministratore de Il Letimbro, fu molto attivo in Diocesi

Il mondo cattolico e quello culturale savonese piangono Nazzario Fancello

Saranno celebrati domani alle 10.30 nella Cattedrale di N.S. Assunta a Savona dal vescovo emerito Vittorio Lupi (il vescovo Marino è fuori sede per gli esercizi spirituali) i funerali di Nazzario Fancello, scomparso ieri pomeriggio a 79 anni all’ospedale San Paolo, dove era ricoverato da qualche giorno.

Figura di spicco del laicato cattolico in diocesi e della cultura savonese, Fancello era nato il 19 aprile del 1940, ultimo dei nove figli di Bartolomeo – noto antifascista che patì anche il carcere sotto il regime mussoliniano – e poiché era il più piccolo della “nidiata” fu ribattezzato “Pucci”, soprannome con cui tutti lo chiamavano con affetto anche in età matura. Fin da ragazzo fu molto attivo nell’ambiente cattolico: faceva parte del gruppo dei giovani del Duomo e strinse forti e duraturi rapporti di amicizia con molti seminaristi di allora, divenuti poi sacerdoti: don Giovanni Busoni, don Nicola Lorini, don Franco Parodi e naturalmente l’indimenticato don Giampiero Bof. Tuttavia il legame che segnò maggiormente la sua vita fu quello con monsignor Lorenzo Vivaldo con cui condivideva anche una grande passione per la cultura. Fancello fu sempre molto vicino al presule nolese, anche durante il suo episcopato a Massa Marittima, e fu lui a promuovere in prima persona la costruzione del suo monumento funebre nella concattedrale di san Pietro a Noli.

Nominato Cavaliere della Repubblica, oltre che per la sua professione di economo provinciale delle Poste, Fancello era molto conosciuto e stimato per il suo grande e generoso impegno in diverse realtà, cattoliche e non: presidente emerito de “A Campanassa”, che guidò per un mandato occupandosi anche della Fondazione per la chirurgia della mano, ebbe pure un ruolo importante ne “Il Letimbro” di cui fu a lungo responsabile amministrativo e sul quale scrisse in diverse occasioni.

Da ricordare poi l’attività nell’Ufficio liturgico diocesano e nel circolo culturale “Dialogos”, ma soprattutto quella all’interno della parrocchia del Duomo dove promosse anche la creazione del “gruppo famiglie” assieme alla moglie Maria Vittoria che Nazzario lascia assieme al figlio Luis, al nipote Alessandro e ai fratelli Gina e Giovanni. A loro e a tutta la famiglia di Fancello va ovviamente il cordoglio dell’intera Diocesi e in particolare de Il Letimbro.

“Lo ricordo come una figura che ha sempre dato molto alla diocesi e alla sua parrocchia – afferma il vicario generale don Angelo Magnano – una persona generosa e molto simpatica, cordiale e certamente di cultura".

"Nel solco del suo grande amico monsignor Vivaldo, Pucci ha fatto moltissimo per il nostro giornale a cui è rimasto sempre affezionato – aggiunge il direttore de Il Letimbro, Marco Gervino – la Diocesi e l’intera città perdono un uomo di profonda fede, grande cultura e pungente ironia, e in tanti perdiamo un amico di assoluto valore”.

Comunicato stampa

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