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| 19 giugno 2007, 10:00

Liguria: caro spiaggia, la denuncia dell'Adusbef

Liguria: caro spiaggia, la denuncia dell'Adusbef

In teoria le spiagge italiane sono di tutti, in pratica quest'anno si avviano a diventare sempre di più un lusso per i pochi che potranno concedersele con disinvoltura. Certo, gli affollamenti di stagione non mancheranno, incoraggiati anche dalle temperature tropicali, che tutti i meteorologi ci anticipano da mesi, ma sarà inevitabile chiedersi osservando la famigliola che prende il sole accanto a noi, se prima di concedersi la "giornata al mare" resa celebre dalla canzone di Paolo Conte, non sia passata prima dalla banca di fiducia. Bagni e tintarella sono sempre più cari sulle nostre spiagge: nei primi fine settimana di giugno, i rincari sono già scattati con puntualità.

Puntuale, con l'avvicinarsi della stagione balneare è arrivato il caro-mare. Per una giornata sotto l'ombrellone una famiglia di 4 persone spende dai 60 agli oltre 250, ma nel 2005 si partiva da 50 euro, il 20% in meno rispetto all'estate già "bollente" di quest'anno. La denuncia viene dall'Adusbef che ogni anno conduce il suo monitoraggio sulle spiagge nostrane. «Anche risparmiando su tutto, ipotizzando una spiaggia attrezzata - spiega il presidente dell'associazione consumatori Elio Lannutti - che dista tra i 30 e i 50 chilometri dalla propria abitazione, tra benzina (8 euro), ingresso nello stabilimento (4 euro), affitto giornaliero di 1 ombrellone, 2 lettini, 1 sdraio (26 euro), parcheggio auto (4 euro in media); 4 panini, 2 bottiglie d'acqua e 2 caffé (18 euro), partono subito almeno 60 euro, + 20% rispetto al 2005».

Senza contare altre "tentazioni" che, secondo l'Adusbef, non tutti si possono permettere, come l'affitto di un pedalò (7 euro); quattro fette di cocco fresco (4 euro); due gettoni per la doccia calda (1 euro), due bibite e due gelati (8 euro); una cabina per cambiarsi (5 euro); un pranzo al ristorante (35-50 euro a persona). E l'associazione si è tenuta bassa con le previsioni. In questo caso, la giornata al mare si trasforma in un vero e proprio "lusso" ed ad una famiglia arriva a costare «anche 250 euro». Secondo i calcoli di Adusbef, la stessa famiglia che volesse scegliere di trascorrere al mare una settimana di vacanze, deve mettere in conto una spesa di 220 euro per i beni di consumo ed i servizi da spiaggia, senza contare il costo del soggiorno in albergo o l'affitto di un appartamento, che può far lievitare la spesa fino a 1.000 euro. «Troppi per i redditi sempre più falcidiati dal carovita», chiosa Lannutti. Non è tutto. Anche Help Consumatori, l'agenzia di stampa on line sui consumi, mette in guardia i vacanzieri: «Evitate la settimana di Ferragosto, costerà ad ogni famiglia fino a 2000 euro per 7 giorni al mare». Pronta la replica di Riccardo Scarselli, presidente del Sindacato italiano balneari, che rappresenta il 90% dei 20 mila stabilmienti sparsi lungo 7.600 km di costa: «Nessun cittadino è obbligato a spendere cifre astronomiche per trascorrere una giornata al mare. Le tariffe sono esposte all'ingresso dello stabilimento, se il consumatore intende farsi spennare è una sua scelta» spiega Scarselli, che sugli aumenti assicura: «Non sono scattati ovunque. Anzi, la maggior parte delle imprese ha i prezzi fermi a due anni fa. Se si accetta di pagare anche 800 euro al giorno per una cabina al Lido di Venezia, dotata di ogni comfort, tv, doccia calda e massaggiatore compresi, qual è lo scandalo, mi chiedo. L'importante è avere la libertà di scegliere spiagge anche più economiche o addirittura libere». Questo è il mercato, bellezza. Una cosa è certa, il caro-spiaggia non ha fermato i 2 milioni di italiani che, secondo Telefonoblu, sono già partiti per le vacanze e ai quali se ne aggiungeranno in questi giorni altri 3 milioni. La fuga dalle città è iniziata, costi quel che costi.

red.sav.

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