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| 10 novembre 2009, 19:44

Cairo: Milintenda: “Niente panico ma buonsenso sull’A/H1N1”

Cairo: Milintenda: “Niente panico ma buonsenso sull’A/H1N1”

La stagione autunnale di quest'anno si sta distinguendo per la paura della pandemia dell'influenza A/H1N1. Ne abbiamo parlato con il Dottor Gaetano Milintenda, medico e vicesindaco del Comune di Cairo Montenotte:

 

"In giugno si temeva una grave pandemia (cioè quando viene interessata più del 50% della popolazione mondiale), ma già a settembre tale pandemia veniva declassata a moderata, sebbene gravata da un alto grado di contagiosità. Ad ottobre era stata considerata lieve, con un grado di pericolosità, in termini prognostici, dieci volte inferiore all'influenza stagionale. La scorsa settimana il vice ministro della salute, Ferruccio Fazio, la definiva addirittura venti volte meno pericolosa dell'influenza stagionale. Abbiamo visto nel contempo la ricerca spasmodica del vaccino, che tardava ad arrivare, da parte delle Regioni e dei cittadini impauriti dal tam tam quotidiano dei media che provvedevano a leggere giornalmente il bollettino dei nuovi ammalati e delle decine di morti in tutta Italia. Penso che allo stato attuale sia necessario fare chiarezza.

 

L'influenza A/H1N1 della stagione 2009/2010 ha degli illustri predecessori: se consideriamo l'ultimo secolo, vediamo che ci sono state tre grandi pandemie: nel 1918 quella di "Spagnola", causata dal virus A sottotipo H1N1, nel 1957 "l'Asiatica", causata dal virus A/H2N2, e nel 1968 la "Hong Kong", causata dal virus A/H3N2.

Alla Spagnola spetta in assoluto il primato di pandemia più drammatica, con oltre 20 milioni di decessi, mortalità complessiva superiore a quella provocata dalla prima guerra mondiale.

Ma il primato della spagnola va messo in relazione, oltre che con l'aggressività del virus, anche con le gravi carenze sanitarie di quel periodo, ovviamente acuite dal conflitto mondiale.

Viceversa le ultime due pandemie, "Asiatica" e "Hong Kong", grazie al migliore stato generale della popolazione e a misure sanitarie più attente, hanno avuto un impatto meno drammatico, pur coinvolgendo diverse centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.

Nella stagione 1989/1990, infine, l'influenza A/H1N1, denominata New Caledonia, si è manifestata in forma epidemica interessando circa il 20% della popolazione mondiale, così come in quella della stagione 2007/2008, denominata Brisbane".

 

Riguardo alla vacinazione, tema su cui si discute molto in questi giorni, il Dottor Milintenda precisa che: "La vaccinazione contro l'influenza stagionale, che si svilupperà tra dicembre 2009 e gennaio 2010, contiene come ogni anno tre ceppi virali, tra cui anche l'A/H1N1. In realtà ad oggi, in Italia, nonostante il panico serpeggiante e non poca confusione, sono stati interessati dall'A/H1N1 700-800 mila persone, con una quarantina di decessi. Siamo ben lontani nei numeri dagli 8 mila decessi dell'anno scorso ad opera dell'influenza stagionale, in massima parte anziani. Io, come medico, ho vaccinato molti dei miei pazienti, e naturalmente penso che tutte le fasce a rischio debbano essere vaccinate, ma senza creare panico immotivato tra la popolazione".

 

l.m.

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